le notizie che fanno testo, dal 2010

Animazione sospesa: esperimento con soluzione salina al posto del sangue

Inizieranno questo mese i primi tentativi per porre gli esseri umani in animazione sospesa utilizzando una nuova tecnica. Tale tecnica consiste, come vuole il topos criogenico fantascientifico, nel raffreddare il corpo, ma non esternamente. Ai pazienti sarà infatti rimosso tutto il sangue per essere sostituito con una soluzione salina fredda (una sorta di antigelo).

Inizieranno questo mese i primi tentativi per porre gli esseri umani in animazione sospesa utilizzando una nuova tecnica. L'esperimento si svolgerà presso UPMC Presbyterian Hospital di Pittsburgh, in Pennsylvania. A parte nei libri di fantascienza, l'animazione sospesa è sempre rimasta un sogno. L'animazione sospesa è un rallentamento delle normali funzioni vitali di un individuo, indotto mediante mezzi esterni, senza che ciò ne causi la morte. Il caso di ipotermia involontaria del giapponese Mitsutaka Uchikoshi, che gli ha permesso di vivere 24 giorni senza cibo né acqua, ha aperto nuove speranze di ricerca in questo campo. I medici di Pittsburgh, in effetti, sono partiti proprio dal caso di Uchikoshi per elaborare una nuova tecnica di animazione sospesa, a cui si sottoporranno 10 pazienti con ferite letali, nella speranza di far "prendere un po' più di tempo" ai chirurghi che dovranno operarli, e cercare di salvarli. Tale tecnica consiste, come vuole il topos criogenico fantascientifico, nel raffreddare il corpo, ma non esternamente. Una squadra di chirurghi rimuoveranno infatti tutto sangue del paziente per sostituirlo con una soluzione salina fredda (una sorta di antigelo). La speranza dei medici è che tale operazione permetterà di raffreddare il corpo, rallentando tutte le funzioni fino all'arresto, e riducendo la necessità di ossigeno. La tecnica di animazione sospesa è stata sviluppata dal dottor Peter Rhee, che è riuscito a testarlo con successo sui maiali nel 2000. "Non ci piace chiamarla animazione sospesa ma effettivamente stiamo cercando di sospendere la vita" afferma a New Scientist Samuel Tisherman, il chirurgo che guiderà l'operazione, aggiungendo: "Meglio parlare di conservazione di emergenza e rianimazione". La tecnica, assicurano i medici, sarà infatti utilizzata solo come misura di emergenza su pazienti che hanno subito un arresto cardiaco dopo una grave lesione traumatica, con la cavità toracica aperta e avendo già perso almeno la metà del sangue. In tali circostanze, è stato stimato, il tasso di sopravvivenza è pari al 7%. Se i pazienti che si sottoporranno all'animazione sospesa riusciranno a risvegliarsi dal freddo letargo, saranno negli anni monitorati e il loro tasso di sopravvivenza sarà paragonato a quello di un gruppo di controllo che non ha invece ricevuto tale trattamento.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: