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Anaao: non è la politica a dover definire i criteri su appropriatezza prescrittiva

Sul piede di guerra i sindacati dopo la consegna della bozza del decreto ministeriale sull'appropriatezza prescrittiva. L'Anaao (Associazione medici dirigenti del SSN) chiarisce: "Non è compito della politica definire i criteri dell'appropriatezza clinica invadendo l'autonomia e la responsabilità dei medici". Senza contare "i veri e propri strafalcioni" presenti nell'elenco dei 208 esami "inutili".

"Il punto debole del decreto ministeriale della Lorenzin è che mette in moto un meccanismo, quello sanzionatorio rispetto alle prescrizioni cosidette 'inappropriate', che oltre a spaventare il medico e farlo lavorare male, creano un danno al malato che vedendosi negare la Tac o l'esame rinuncerà a curarsi del tutto o andrà nel privato" afferma Domenico Iscaro, presidente nazionale dell'Anaao Assomed, commentando l'incontro tra i sindacati di categoria e il ministro della Salute Beatrice Lorenzin convocato per valutare la bozza di decreto ministeriale sull'appropriatezza prescrittiva.
Iscaro avverte infatti: "Così salta il delicato e fondamentale rapporto paziente-medico". All'Adnkronos Salute il presidente dell'Anaao (Associazione medici dirigenti del SSN) chiarisce che ciò che i medici non accettano di questo decreto è "il metodo" cioè realizzare l'appropriatezza degli esami clinici attraverso "un atto amministrativo".
"Non è compito della politica definire i criteri dell'appropriatezza clinica invadendo l'autonomia e la responsabilità dei medici" sottolinea infatti l'Anaao, lamentando inoltre "i veri e propri strafalcioni o gli esempi di inappropriatezza assunti a sistema presenti nella parte tecnica del decreto", cioè l'elenco dei 208 esami "inutili"). In una nota l'Anaao denuncia infatti che questo la dice quindi "lunga sulle competenze e sull'attenzione riservate a materia delicata che attiene il diritto alla salute dei cittadini".
"Se il tema dell'appropriatezza prescrittiva, ed il relativo consumo delle risorse, viene considerato fondamentale per l'equilibrio economico dei sistemi sanitari evoluti, è impensabile procedere attraverso note, tabelle e sanzioni. - evidenzia l'Associazione medici dirigenti - Con il rischio di inquinare il rapporto medico-paziente e di spingere i cittadini verso le strutture private, obbligando le fasce più deboli della popolazione ad ingrossare il numero di coloro che già ora rinunciano alle cure ed alimentando una spesa out of pocket che già è ai massimi in Europa".
L'Anaao Assomed fa notare infine che nella bozza di decreto ministeriale "Nessuna delucidazione è fornita circa il sistema sanzionatorio verso i Medici se non un generico richiamo alla procedure disciplinari del contratto nazionale. Nulla di convincente è esplicitamente detto sulle modalità del contraddittorio, su quale organismo è chiamato alla contestazione ed al giudizio, su un eventuale ruolo terzo da parte degli ordini dei medici, sul ruolo della Corte dei Conti".
L'Anaao Assomed ribadisce quindi in conclusione che "questa pesante ingerenza che umilia le peculiarità della professione medica, insieme alla legge di stabilità e ai tagli del FSN, al ddl sulla responsabilità professionale, al contratto di lavoro e ai decreti delegati riguardanti il personale delle amministrazioni pubbliche, è tra le cause del malessere professionale che ha portato alla mobilitazione della categoria ormai in atto".

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