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Parto naturale o parto cesareo? A Napoli la "libertà di nascere"

La Corte Europea ha stabilito che ogni donna, in Europa, ha il diritto legale di decidere dove e come partorire. Non è quindi solo una questione di parto naturale o parto cesareo. Siamo davvero libere di scegliere come far nascere i nostri figli? A Napoli il film "Freedom for Birth, un nuovo documentario sui diritti umani durante il parto".

Il mondo "moderno" sta sempre di più liofilizzando l'"essere" umano, in nome dell'"avere" umano. Ciò che solo qualche anno fa era considerato come "superfluo" per una vita felice, ora invece è diventato essenziale; sostanzialmente, tutto ciò che la natura ci dava "gratis" (dalla cicoria ai profumi, dall'acqua pura ai figli) deve oggi avere un prezzo (una procedura, un'etichetta, un confezionamento...) per essere "accettato" ed "esistere" nella società. L'umanità è sempre più condizionata dalla tecnica, e quest'ultima, per un rapporto perverso, fa credere all'uomo che anche le cose semplici, naturali, che sono "sempre state" dall'alba dei tempi, non si possano più fare senza il suo ausilio. E così come i calcoli aritmetici che non si possono fare senza calcolatrici, come le passeggiate che non si possono più fare senza telefonino acceso, non poteva mancare il parto che non si può più "fare" senza ospedali. La fantascienza sociologica degli anni '60 e '70 aveva quindi ragione. La società del futuro si sarebbe progressivamente "dimenticata" della saggezza e della perfezione della natura, preferendo l'asettica e ridicola tecnica anche per le esigenze più "naturali". Ad esempio, se una vicina di casa decidesse di partorire in casa (gratis), come verrebbe "giudicata" dal condominio? Un parto in casa nella nostra società "moderna" è considerato dai più quantomeno "strano" (se non "pericoloso" ed "irresponsabile"), mentre quello in una "clinica privata" (a pagamento, diretto o indiretto) è invece considerato universalmente "buono e giusto".

Fortunatamente una parte della popolazione umana si ribella ancora al conformismo dilagante e continua a credere nel potere degli esseri umani, in primo luogo, della maternità. Una grande lezione viene proiettata a Napoli (sabato 24 novembre) dove verrà proiettato l'illuminante e commovente film "Freedom for Birth" , un documentario che ha come sottotitolo "Un nuovo documentario sui diritti umani durante il parto". Il fatto che ci sia ancora qualcuno che accosta i diritti umani al parto farà trasalire i più, ma di questo si tratta. Il Comune di Napoli organizza una "giornata" attorno a questo film intitolata "Libertà per la nascita: siamo davvero libere di sceglere come far nascere i nostri figli?", con ingresso libero. I lavori partono dalle ore 10 con l'intervento, a cura dell'Assessore alle Pari Opportunità G. Tommasielli "Per una cultura del parto condivisa" di Teresa De Pascale (Presidente di Terra Prena) e, dopo la proiezione di Freedom for Birth seguirà il dibattito "Siamo davvero libere di scegliere come far nascere i nostri figli?" a cui seguiranno gruppi di lavoro e le conclusioni. Come si sottolinea in una nota del Comune di Napoli, l'incontro è aperto (emblematicamente) a "donne, ostetriche, madri, padri, nonni, medici (pediatri, ginecologi, anestesisti), psicologi, infermiere dei reparti maternità e a tutti i sostenitori di una nascita libera e consapevole".

Ma di che cosa parla il film Freedom for birth?. La scheda del convegno sintetizza bene in poche righe questo documentario: "è un documentario 'militante' di 60 minuti, realizzato con la partecipazione dei più noti e riconosciuti esperti internazionali riguardo alla nascita e ai Diritti Umani, uniti per chiedere un cambiamento radicale dei sistemi di assistenza alla maternità in tutto il mondo. E' stato proiettato il 20 settembre 2012 in prima visione mondiale in più di 1000 luoghi in tutto il mondo. Il film, prodotto dalla coppia inglese Toni Harman e Alex Wakeford, racconta la vicenda professionale e umana dell'ostetrica ungherese Agnes Gereb condannata agli arresti domiciliari con divieto di esercitare la sua professione per dieci anni, dopo un giudizio che ha pretestuosamente riportato alla luce due incidenti occorsi nella sua più che ventennale vicenda professionale, con tremila parti seguiti a domicilio. Anna Ternovsky , una delle madri assistite dalla signora Gereb, ha deciso di sollevare il caso e portarlo alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, mentre aspettava il suo secondo figlio, citando in giudizio il suo paese e conquistando un verdetto che è una pietra miliare per la nascita in tutto il mondo: la Corte Europea ha stabilito che ogni donna, in Europa, ha il diritto legale di decidere dove e come partorire".

Questo film è quindi molto di più che un "semplice" documentario. Il blog delle "Ostetriche Libere Professioniste Italiane", proprio alla vigilia dell'uscita in tutto il mondo di Freedom for birth scriveva in un post: "Freedom for Birth è più di un semplice film. Questo segna l'inizio di un movimento che concentrerà l'attenzione mondiale sulle violazioni dei diritti delle donne durante il parto in tutto il mondo. Tutte le donne dovrebbero avere il diritto, protetto dalla legge, di decidere dove e come partorire. Il problema è che l'ascesa della figura dell'ostetricia medicalizzata sta derubando le donne di questo diritto. Il risultato è che molte donne sono sottoposte a interventi medici e tagli cesari che non vogliono o di cui non hanno bisogno. Le ostetriche che continuano a difendere la nascita normale, vengono perseguitate penalmente e alcune sono stati anche imprigionate. "Freedom for Birth" metterà in evidenza le violazioni dei diritti umani che avvengono proprio ora in Nord America, Europa, Australia e in altri paesi. Questo film documentario potrà offrire una protezione ai diritti delle donne".

Freedom for Birth genererà quindi, nelle speranze, un movimento di "liberazione del parto" che andrà di pari passo con la necessità che l'allattamento al seno non venga relegata ad una "pratica antica", in nome della "tecnica" moderna. L'allattamento, questo fondamentale, essenziale, insostutuibile e gratuito atto d'amore e di devozione verso una nuova vita è infatti in grave pericolo. Il mammifero sapiens ha infatti deciso, nella sua presunzione, che la "tecnica" (con il mantello del marketing, senza cui non esisterebbe) possa sotituire l'allattamento al seno con l'allattamento artificiale, molto più comodo, pratico e se vogliamo "contactless". "Oltre 120 anni di marketing del latte di formula hanno contribuito (...) ad invertire l'ordine naturale delle cose" scriveva Adriano Cattaneo di IBFAN Italia ed ecco perché l'importanza dell'allattamento al seno va continuamente rivendicata. Così come il diritto della donna alla libertà di decidere dove e come partorire.

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