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Marò: India nega rientro in Italia. Cocer: strategia governo senza risultati

La Corte suprema indiana ha respinto le istanze dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, che chiedevano di rientrare in Italia o estendere il periodo di permanenza per cure mediche. Il Cocer denuncia: "Il continuo cambio di strategia non avrebbe portato risultati e stamani ne abbiamo avuto conferma".

Da tre anni in India, senza processo, e senza la possibilità di passare le vacanze di Natale serenamente con la propria famiglia. E' di fatto questa la situazione dei due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, a cui la Corte suprema indiana ha respinto le istanze per permettere ai due fucilieri di Marina di passare le festività in Italia. Massimiliano Latorre, 47 anni, aveva richiesto un'estensione di quattro mesi della sua permanenza in Italia per terminare il percorso terapeutico, dopo che a settembre era rientrato a casa dopo un’ischemia. Salvatore Girone invece chiedeva di poter rientrare per tre mesi per trascorrere un periodo, fra cui le festività natalizie, con la famiglia. Il presidente della Corte indiana ha sentenziato però che la richiesta non poteva essere accettata perché l'inchiesta della morte dei due pescatori "non è finita" e "i capi di accusa non sono stati ancora presentati". "Purtroppo eravamo sicuri che l'India non avrebbe accolto le richieste di Massimiliano e Salvatore" sottolinea il Cocer (Consiglio centrale di rappresentanza dei Militari, Sezione Marina), denunciando: "Nel corso dell’ultimo incontro informale in Commissione Difesa della Camera, il 13 novembre, avevamo già lamentato che il continuo cambio di strategia non avrebbe portato risultati e stamani ne abbiamo avuto conferma". Nel commentare "l'ennesimo smacco per la credibilità dei servitori dello Stato" auspicando quindi che la discussione sia elevata "a livello internazionale" e chiedendo che "già domani, nell’annunciata partecipazione del governo ai lavori delle commissioni Esteri e Difesa sul 'caso marò' si valutino attentamente i risultati finora ottenuti e si riveda la partecipazione italiana alle missioni internazionali, come peraltro già votato dal Parlamento".

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