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Caso marò, Gentiloni e Pinotti: rientro Latorre in India non è scontato

Riferendo davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sul caso dei due marò, Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, anticipa che non esclude il "pratico avvio dell'arbitrato internazionale" mentre Roberta Pinotti, ministro della Difesa, lascia intendere che il rientro in India di Massimiliano Latorre non è scontato.

"Oggi per essere forti abbiamo bisogno di mostrare decisione e fermezza e unità all'esterno. Di fronte ad un atteggiamento così grave ci riserviamo tutti i passi necessari a partire dall'urgente richiamo per consultazioni dell'ambasciatore italiano a Nuova Delhi" chiarisce il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, commentando il caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trattenuti in India ormai da circa tre anni in attesa non solo del processo per la morte di due pescatori ma anche del capo d'imputazione. Ieri, la Suprema Corte indiana ha infatti respinto le richieste dei due fucilieri di marina: Massimiliano Latorre, 47 anni, aveva richiesto un'estensione di quattro mesi della sua permanenza in Italia per terminare il percorso terapeutico, dopo che a settembre era rientrato a casa dopo un’ischemia; Salvatore Girone invece chiedeva di poter rientrare per tre mesi per trascorrere un periodo, fra cui le festività natalizie, con la famiglia. Riferendo oggi davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, Gentiloni anticipa quindi che "tra le ulteriori decisioni su cui dobbiamo ragionare non possiamo affatto escludere il pratico avvio dell'arbitrato internazionale". Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, lascia intendere invece che il rientro in India di Massimiliano Latorre, previsto per il 16 gennaio, non è affatto scontato, precisando che l'impegno per il pieno recupero fisico del marò "è una priorità per il governo e nulla sarà fatto per mettere a rischio le sue condizioni". Pinotti, sottolineando di conoscere "perfettamente la situazione medica e le condizioni di Massimiliano Latorre" spiega infatti che "non sono condizioni che possono consentire una partenza dall'Italia", chiarendo l'esecutivo con l'India non è solo deluso ma anche "irritato" poiché le istanze presentate dai due militari "erano di carattere puramente umanitario". Roberta Pinotti assicura infine che "la posizione di Salvatore Girone, ancora trattenuto in India, è quella che in questo momento in cima ai nostri pensieri".

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