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Trivellazioni offshore: USA stop moratoria, UE nuove norme

Bruxelles sta studiando le nuove norme europee in materia di sicurezza sulle trivellazioni in mare, che dovrebbero approdare in Commissione verso la metà del 2011. Il disastro della marea nera dovrebbe insegnare che "il mare unisce i Paesi che separa" (Alexander Pope).

Bruxelles sta studiando le nuove norme europee in materia di sicurezza sulle trivellazioni in mare, che dovrebbero approdare in Commissione verso la metà del 2011.
Il problema principale riguarda il fatto che le industrie europee, come BP, Shell e Total, dovrebbero rispettare gli standard che fisserà la Commissione UE anche in acque fuori dai confini europei, come quelle della Libia, visto che in mare le divisioni sono solo sulla carta. Se la piattaforma Deepwater Horizon della BP fosse esplosa in acque limitrofe a quelle europee e non nel Golfo del Messico, nessun trattato ci avrebbe risparmiato dall'avanzare della marea nera. E infatti, fino a poco tempo fa, alcune ricerche evidenziavano il pericolo che l'enorme chiazza di petrolio potesse toccare anche le coste europee.
La UE, quindi, sta cercando di "garantire standard di sicurezza di alto livello" sia "nelle acque da noi raggiungibili", come specifica il commissario UE all'Energia Gunther Oettinger, sia di avere un "impatto con i nostri standard anche al di fuori".
"Cerchiamo di avere un obbligo volontario da parte dell'industria europea perché rispetti gli stessi standard delle acque territoriali nelle acque vicine", è la speranza di Oettinger, come si legge sull'Ansa.
Il tutto mentre giunge la notizia che l'amministrazione Obama revoca la moratoria sulle trivellazioni offshore in acque profonde. Naturalmente il Ministro dell'Interno USA, che è anche il responsabile delle risorse minerarie, ha tenuto a specificare che le trivellazioni nelle acque profonde potranno riprendere se le società dimostreranno di rispettare le nuove regole di sicurezza.
Da tutto questo si evince, per logica, che fino ad oggi le norme di sicurezza non erano sufficienti ma soprattutto che il disastro della marea nera non sembra aver insegnato che "il mare unisce i Paesi che separa" (Alexander Pope).

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