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Marea nera: BP risparmiò tempo e denaro a scapito della sicurezza

La marea nera torna ad essere una notizia perché è stato redatto il rapporto della commissione d'inchiesta voluta da Barack Obama. "Per risparmiare tempo e denaro" la BP sacrificò i sistemi di sicurezza. Ma sul grado di inquinamento ancora regna il mistero. Sempre più nero.

Il 20 aprile scorso nel Golfo del Messico si è perpetrato più grave disastro ambientale nella storia degli Stati Uniti ma da quando la falla del pozzo Macondo della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della BP è stato chiuso quasi nessuna notizia è trapelata sul grado di inquinamento causato dalle tonnellate e tonnellate di greggio fuoriuscito. Sembra quasi che la marea nera sia misteriosamente e miracolosamente scomparsa una volta tappata la falla, e questo solamente perché si sono spenti i riflettori su quel tratto di costa e di mare.
Eppure in molti, compresa Greenpeace, avevano lanciato l'allarme sul fatto che la Corrente del Golfo (nota anche come "nastro trasportatore") potesse trasportare la marea nera fino alle coste europee (Marea nera: a rischio anche Irlanda e coste europee: http://tinyurl.com/3ablbbs; Marea nera: "quasi inevitabilmente" entrerà nella corrente del Golfo: http://tinyurl.com/2uxvts4), senza contare l'enorme devastazione della flora e dela fauna a causa del petrolio e dei solventi chimici tossici gettati in mare per cercare di "dissolverlo" (ma che ha causato nuovi danni ecologici).
Oggi la marea nera torna ad essere una "notizia" perché la commissione d'inchiesta creata da Barack Obama ha redatto un report sul disastro nel Golfo del Messico.
Il rapporto evidenzia che la BP, la Halliburton e la Transocean "per risparmiare tempo e denaro" non misero a punto un sistema di sicurezza adeguato. Un atto d'accusa che non servirà per sanzionare le aziende ma che potrà essere certamente utilizzato per i futuri procedimenti giudiziari.
"Una migliore gestione da parte di BP, Halliburton e Transocean - si legge nel rapporto - avrebbe quasi certamente evitato l'esplosione".
"Questo disastro non ci sarebbe stato se le compagnie coinvolte nel progetto avessero dato priorità assoluta alla sicurezza", spiega Bob Graham, uno dei co-presidenti della Commissione ed ex governatore della Florida.
Nella rapporto la BP è anche accusata di aver commesso "errori fondamentali" anche durante le operazioni che cercavano di bloccare la perdita di petrolio.
La BP rende noto, attraverso un comunicato, di stare "lavorando per assicurare che la lezione del Macondo ossa portare a un miglioramento delle operazioni nella perforazione in acque profonde".

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