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Marea nera: BP dopo "static kill" partirà "bottom kill"

BP dopo lo "static kill" (sigillo di cemento dall'alto) farà partire il "bottom kill" (sigillo di cemento "da sotto"). Mentre la stampa internazionale ammorbidisce l'impatto della "marea nera", fortunatamente parte una nave di Greenpeace per monitorare il disastro.

La BP ha comunicato che l'operazione "static kill" cioé il sigillo del "pozzo Macondo" con iniezione di cemento "dall'alto" è stato completato con successo. Ora si dovrebbe dare il via al "bottom kill" nuova operazione che dovrebbe sfruttare uno dei due pozzi paralleli che BP sta scavando dall'inizio della crisi della "marea nera" pompando cemento dal basso. Si verrebbe così a creare una sorta di supertappo che dovrebbe garantire per sempre (ma c'è qualcuno che già avanza dei dubbi) la tenuta del "pozzo Macondo", la madre della "marea nera".
Intanto sulla stampa mondiale le lobbies del petrolio stanno già liquidando (è proprio il caso di dirlo) il problema dei 5 milioni di barili sversati in tre mesi nel Golfo del Messico quasi come un problema risolto. Sembra quasi che la "marea nera" faccia bene all'ecosistema "autodissolvendosi" grazie al potere rigeneratore della natura, dimenticandosi che in Alaska vent'anni dopo il disastro della Exxon Valdez (disastro "minore" di almeno 16 volte rispetto alla marea nera del Golfo del Messico), gli animali continuano ad ingerire greggio, il petrolio ad entrare nella catena alimentare, eccetera.
Ben venga quindi la spedizione di Greenpeace che partirà la prossima settimana dalla Florida per valutare l'impatto della "marea nera" senza addomesticamenti di chi vorrebbe anche l' "autodissolvimento" delle colpe.

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