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Golfo del Messico: esplosa piattaforma torna l'incubo marea nera

Una piattaforma petrolifera a largo delle coste della martoriata Louisiana esplode. I 13 lavoratori si salvano, le prime testimonianze parlano di una scia di petrolio lunga un chilometro e mezzo, poi smentite dalle nuove ricerche della Guardia Costiera statunitense.

Davanti alle coste della Louisiana, a Vermilion Bay, ieri alle 15 e 30 ora italiana è esplosa un'altra piattaforma petrolifera che questa volta non è di BP ma di Mariner Energy. La Mariner Energy Inc. è una società indipendente che fa prospezioni per la ricerca di olio e gas ed ha sede a Houston in Texas. Il Golfo del Messico rivive quindi l'incubo della marea nera con un incidente simile a quello avvenuto il 20 aprile scorso alla piattaorma petrolifera Deepwater Horizons dove morirono 11 persone. In questo caso i 13 lavoratori della piattaforma si sono salvati buttandosi in mare e secondo la compagnia la produzione sarebbe stata fermata prima che i lavoratori si mettessero in salvo grazie a dei sistemi automatici.
A dispetto delle prime cronache, che raccontavano di una scia di petrolio che sarebbe stata persa dalla piattaforma petrolifera, non si vede olio in mare come afferma il capitano della Guardia Costiera Peter Troedsson che rassicura: "Stiamo continuando a investigare e a monitorare la situazione".

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