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Moria di delfini: strage rallenta, la colpa (forse) era del morbillo

Delfini spiaggiati e spesso in avanzato stato di decomposizione sulle coste della Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna. Un evento straordinario, quasi un mistero l'eccezionale moria di delfini, soprattutto di stenelle. Un evento di mortalità anomalo (Unusual Mortality Event) che fortunatamente sembra essersi fermato. La causa potrebbe essere il morbillo dei delfini.

Il Ministero dell'Ambiente tranquillizza sulla "strage dei delfini" che aveva colpito le nostre coste all'inizio del 2013. Le morti avevano colpito soprattutto una specie di delfini, quella più conosciuta e studiata dai ricercatori, ovvero la Stenella striata (Stenella coeruleoalba) di cui decine di esemplari erano stati ritrovati spiaggiati, e spesso in avanzato stato di decomposizione, sulle coste tirreniche. Nel rapporto "Spiaggiamento anomalo di cetacei lungo le coste tirreniche - 2013" infatti si leggeva: "Dal 04 Gennaio al 25 marzo 2013 le coste tirreniche delle Regioni Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna sono state interessate da spiaggiamenti di cetacei del tutto insoliti rispetto a quelli registrati, nel medesimo tratto di costa, durante gli anni precedenti. Questi episodi vengono definiti come evento di mortalità anomalo (Unusual Mortality Event)". Fortunatamente la situazione sembra oggi essersi stabilizzata e la moria di delfini e di altre specie di cetacei (oltre la Strenella striata erano state trovate senza vita anche altre specie di delfini come il tursiope, globicefalo, ecc.) pare essere stata causata da un'epidemia di morbillo (morbillivirus delphini, ovviamente). Si chiuderebbero quindi a 94 gli spiaggiamenti accertati di esemplari morti di delfini appartenenti alla specie Stenella striata con l'ultimo caso censito dalla Bds (Banca dati spiaggiamenti) che risale al 31 marzo vicino a Talamone (Grosseto).
Proprio l'ultimo rapporto della Banca dati spiaggiamenti afferma il Ministero dell'Ambiente afferma finalmente che "il tasso di mortalità appare bruscamente calato e mantenendosi questo trend potrebbe esaurirsi a breve". Inoltre, continua il Ministero, "questo tipo di andamento è già stato descritto in precedenti episodi anomali di mortalità descritti negli ultimi anni, come quello da morbillo accaduto nei mari spagnoli tra il 2006 e il 2008". I ricercatori osservano che "l'epizoozia di questi mesi ha interessato una popolazione di stenelle giovani, con età inferiore ai 15-20 anni (96% delle carcasse analizzate), cioè animali nati dopo la moria del 1990-92 determinata da morbillo e quindi sprovvisti di anticorpi specifici per difendersi da questa malattia". La nota del Ministero dell'Ambiente spiega ancora che secondo gli scienziati "i cetacei erano fortemente indeboliti dal virus del morbillo e le loro difese immunitarie erano ridotte. Ciò avrebbe aperto la strada all'azione di infezioni e altre malattie (come photobacterium damselae e virus dell'herpes), responsabili effettivi della morte degli animali".

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