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Costa Concordia: la verità nella scatola nera, fermato il comandante

Trovata la scatola nera della Costa Concordia, mentre il capitano della nave da crociera è stato fermato, accusato dalla procura di Grosseto di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Aperta anche una inchiesta ministeriale.

Recuperata ieri sera la scatola nera della Costa Concordia, la nave della Costa Crociera che nella serata di venerdì 13 si è squarciata su un lato a causa di una roccia, nei pressi dell'Isola del Giglio. La scatola nera, che ha registrato quanto avvenuto in plancia durante la navigazione, fornirà agli inquirenti elementi prezisi per comprendere la dinamica dell'incidente. Intanto sono state aperte due inchieste, la prima penale nei confronti del comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, 52 anni, campano, che è stato sottoposto a fermo, e del primo ufficiale in plancia. I magistrati ipotizzano per entrambi tre capi d'accusa, e cioè naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono della nave. Sembra infatti che il capitano Francesco Schettino avrebbe lasciato la Costa Concordia verso le 23:30 (l'incidente è avvenuto intorno alle 21:30), mentre gli ultimi passeggeri sono stati tratti in salvo verso le 6 del mattino di sabato 18 gennaio (anche se si continua a cercare una quarantina di dispersi). Attraverso una nota la Costa Crociera spiega che "sulla base dei primi accertamenti, ancora preliminari, la nave Costa Concordia, al comando del comandante Francesco Schettino, stava effettuando la regolare navigazione da Civitavecchia a Savona quando improvvisamente la nave ha urtato uno scoglio", precisando che "il comandante, che era sul ponte di comando della nave in quel momento, resosi conto della gravità della situazione, ha immediatamente effettuato una manovra per mettere in sicurezza i passeggeri e l'equipaggio e ha fatto scattare le procedure di emergenza per prepararsi a un eventuale abbandono della nave". Secondo la Procura di Grosseto, la Costa Concordia si è avvicinata "molto maldestramente al Giglio", forse, si ipotizza, per permettere ai croceristi di "salutare" e osservare più da vicino l'Isola, completamente illuminata. Il procuratore capo di Grosseto conferma che ai comandi, al momento dell'incidente, "c'era Schettino" e che sarebbe stato il capitano "ad ordinare la rotta", almeno stando ai primi accertamenti. Il comandante Francesco Schettino, intervistato dal Tgcom24 (http://is.gd/Oa4CQl) prima del fermo, aveva spiegato: "Navigavamo sotto costa per fare navigazione turistica, e credo che la roccia non era segnalata, in quanto la nave non è andata di propra ma lateralmente, come se sott'acqua ci fosse questo spuntone di roccia, non so se rilevato, non rilevato, ma sulla carta nautica dava che c'era acqua fino a sotto, oltre cento, duecento credo trecentro metri dagli scogli non dovevamo avere questo contatto". Alla domanda del giornalista se il comandate è l'ultimo ad abbandonare la nave, risponde: "Infatti siamo stati gli ultimi ad abbandonare la nave". La Costa Concordia è stata posta sotto sequesto dalla magistratura, così come la scatola nera. Sembra che l'impatto con lo scoglio sia avvenuto intorno alle ore 21:45 di venerdì 13 ma che la capitaneria di porto non sia stata avvisata immediatamente, come spiega il procuratore capo di Grosseto. Ad aprire una inchiesta anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in raccordo con il comando generale della Capitaneria di porto.

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