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Alassio, donna incinta 7 mesi cacciata da battigia. Codacons insorge

Ad Alassio un bagnino di uno stabilimento ha invitato una donna incinta di 7 mesi ad alzarsi dal bagnasciuga perché un'ordinanza del sindaco permette solo il transito. Ma sulla battigia pare ci fossero molte altre persone, sembra con la differenza che avessero un ombrellone pagato.

Il Corriere della Sera riporta la vicenda di una donna incinta di 7 mesi che, appena giunta ad Alassio, Liguria, per una settimana di vacanze, è stata invitata da un bagnino di uno stabilimento a lasciare la battigia.
La donna, di 35 anni, secondo il racconto del Corriere.it, era seduta, con il marito e il figlio di 5 anni che giocava con secchiello e paletta, sul bagnasciuga, entro la fascia di 5 metri della battigia che teoricamente dovrebbe essere libera, e ancora di tutti.
Una ordinanza del Comune di Alassio, la n. 63 del 12 marzo 2012, che disciplina le attività balneari, però, stabilisce che questi famosi 5 metri non possono essere "occupati con ombrelloni, sdraio, sedie, teli", perché quel tratto di spiaggia è "destinato esclusivamente al libero transito con divieto di permanenza".
La signora con il pancione evita discussioni e si alza, pur notando, raccontano sempre le cronache, che altre persone sono invece sedute e "sostano" sulla battigia, proprio come stava lei con la sua famiglia fino a poco prima.
La differenza, si legge sul Corriere.it e non tra le righe, è che gli altri bagnanti erano tutti entrati "a pagamento" nello stabilimento, e cioè avevano affittato ombrelloni e sdraio. A loro, quindi, l'ordinanza non verrebbe applicata.
Dopo aver saputo la notizia, il Codacons ha deciso di denunciare il sindaco della cittadina ligure, e il suo presidente Carlo Rienzi spiega: "Questa ordinanza è inaccettabile, e ancor di più lo è la sua applicazione che sembrerebbe 'personalizzata', a seconda che un utente abbia o meno pagato l'affitto dell'ombrellone - e ricorda - La spiaggia è di tutti, nessuno, nemmeno un sindaco, può negare a un cittadino di usufruirne o semplicemente di sedersi sulla battigia, né subordinare la possibilità della sosta al pagamento di un servizio allo stabilimento di turno".
Rienzi sottolinea come "purtroppo in Italia negli ultimi anni si sta diffondendo il malcostume di limitare sempre più il libero e gratuito utilizzo delle spiagge, e il fenomeno riguarda tutta la penisola – concludendo – Contro l'ordinanza del Comune di Alassio presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica di Savona, chiedendo di accertare se il divieto di sosta sulla battigia imposto dal sindaco possa configurare o meno violazioni a danno degli utenti".

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