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Pensioni, IMU, liberalizzazioni, bolli: come cambia la manovra Monti

Pensioni, IMU (ex ICI), liberalizzazioni, bolli, aliquote INPS, Equitalia, conti correnti, capitali scudati e patrimoniale (che non c'è). Ecco come dovrebbe cambiare la manovra "salva Italia" di Mario Monti, che approda alla Camera.

La manovra economica, quella che dovrebbe "salvare l'Italia" ma che potrebbe però "affamare" gli italiani comincia il suo iter conclusivo in Parlamento. Mercoledì mattina dovrebbe approdare alla Camera, come promesso dallo stesso Gianfranco Fini, e per questo probabilmente le varie commissioni lavoreranno tutta la notte. Intanto, trapelano le prime modifiche alla manovra iniziale, all'interno della quale vi sarebbero "molti interventi strutturali" come precisa Mario Monti. Il premier spiegherebbe anche che "la manovra porta un aumento della pressione fiscale ma - precisa - l'alternativa sarebbe stata un avvitamento nella crisi del debito sovrano che porterebbe, non alla recessione ma alla distruzione del patrimonio e all'evaporazione del reddito degli italiani". Come a voler dire, questo è il massimo dell'equità che possiamo concedere, e a chi lo critica stavolta Monti risponde piccato: "L'Italia sta perdendo deliberatamente quote di sovranità come gli altri Paesi UE" sottolineando però che "l'Italia, in più, ha perso involontariamente qualche quota di troppo di sovranità negli ultimi tempi, perché si è messa in posizione di debolezza rispetto agli altri Paesi". "Io non sarei stato lieto, se fossi stato membro del governo italiano, di vedere comunicati del presidente della Repubblica francese o del cancelliere tedesco Merkel che indicano all'Italia che cosa dovrebbe fare - aggiunge Monti - Non sarei stato lieto, se fossi stato membro del governo italiano, di ricevere, e forse di avere invocato, una lettera firmata da banchieri centrali dell'Europa", precisando: "Sono a favore dell'Europa, sono a favore di una perdita consensuale di sovranità in una maggiore integrazione, ma non della cessione di sovranità da debolezza". In attesa dell'approvazione del decreto tra il 22 e il 23 dicembre, e che potrebbe avvenire anche attraverso un voto di fiducia, le commissioni della Camera stanno esaminando gli emendamenti presentati, e finora si parla esenzialmente di queste novità:
- le pensioni: alla fine il braccio di ferro è stato vinto, anche se per poco. Le pensioni fino a 1.400 euro (tre volte la minima) sembra infatti che verranno rivalutate al 100%, ma solo nel 2012. Nel 2013, ad essere rivalutate saranno solamente quelle fino al doppio delle pensioni minime. Arriva inoltre un contributo di solidarietà del 15% per le pensioni sopra i 200mila euro, il cui prelievo è previsto per la parte eccedente la soglia. Tale obbligo varrà almeno fino al 31 dicembre 2014. Nella manovra pare siano inoltre state introdotte, sempre nel capitolo pensioni, delle "penalizzazioni" più leggere per chi intende lasciare il lavoro, stabilendo che nei primi due anni di anticipo nell'accesso al pensionamento rispetto ai 62 anni di età il taglio dell'assegno viene ridotto dal 2% all'1%. Infine è stato introdotto un emendamento del governo che prevede "in via eccezionale" la possibilità per "i lavoratori che abbiano maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012, i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012" di poter andare in "pensione anticipata al compimento di un'età anagrafica non inferiore a 64 anni". - aliquote INPS artigiani e commercianti: saranno aumentate dell'1,3% dal 2012 e ogni anno successivo di 0,45 punti per raggiungere il 24% a regime nel 2018. - IMU (ex ICI): arrivano nuove detrazioni sulla prima casa. Oltre a quella base di 200 euro, si aggiunge un "bonus" di 50 euro per ogni figlio a carico fino a 26 anni di età, anche se la detrazione non potrà superare i 400 euro.
- Province: approvato un sub-emendamento che stabilisce il decadimento degli organi in carica a scadenza naturale, e non il 31 marzo 2012 come precedentemente fissato. Si è parlato inoltre del 31 dicembre 2012 (e non più del 30 aprile) come termine delle Province per trasferire tutti i loro poteri ai Comuni e alle Regioni. - capitali scudati: sembra che vi sarà un prelievo del 2% sui patrimoni che hanno usufruito dello scudo fiscale, oltre ad una imposta di bollo annuale al 4 per mille , che sarà invece del 10 per mille nel 2012 e nel 2013.
- conti correnti: il bollo di 34,20 euro, se il conto è intestato ad una persona fisica, non sarà applicato se "il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti e dai libretti è complessivamente non superiore a 5mila euro" cme spiega il sottosegretario all'Economia Vieri Ceriani. Per compensare, è stato elevato a 100 euro il bollo sui conti correnti delle imprese. -liberalizzazioni: nessuna liberalizzazioni per i taxi, mentre si discute ancora sul provvedimento che prevede la vendita dei farmaci di fascia C nelle parafarmacie. Se la norma non subirà modifiche, Federfarma minaccia lo sciopero delle farmacie, previsto per lunedì prossimo. La decisione potrebbe arrivare già mercoledì 14 dicembre. - immobili e attività all'estero: arriva un bollo dello 0,76%, mentre è previsto sulle attività finanziarie una aliquota all'1 per mille nel 2011 e 2012 e all'1,5 per mille dal 2013. - stipendi onorevoli: il decreto non deciderà sui tagli degli stipendi di deputati e senatori, lasciando la materia al Parlamento. - Equitalia: "i beni espropriati da Equitalia ai debitori verso il Fisco, non saranno più messi all'asta dall'Agenzia ma saranno venduti dal contribuente. Il debitore venderà il bene pignorato o ipotecato e consegnerà l'intera somma ad Equitalia, che interverrà all'atto della cessione e che restituirà al contribuente la somma che eccede il debito" (per tutte le altre modifiche vede l'Ansa http://is.gd/ZgaJvC).
A chi invoca invece una patrimoniale, Mario Monti risponde che "intervenendo subito avremmo abbaiato e non morso" perché attualmente, spiega l'economista, non è "possibile tassare la ricchezza familiare, a partire dei grandi patrimoni" perché i tecnici interpellati sulla questione gli avrebbero risposto che servirebbero almeno "due anni di lavoro per studiare bene la situazione". Infine, Monti ci tiene a precisare che con questa manovra "non è vero che pagano sempre i soliti". Anche se qualcuno potrebbe ironizzare pensando che sono "sempre i soliti" anche a non pagare.

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