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Monti: manovra da 25 mld? UE: stop articolo 18, nuova stretta pensioni

L'UE e l'Ocse invitano l'Italia ad adottare "misure aggiuntive" ed ecco che il Bel Paese comincia a fare i conti. Si parla già di una manovra da 25 miliardi di euro, ma a far preoccupare è la nuova stretta su pensioni di anzianità e per il mercato del lavoro.

Ormai la somma delle manovre correttive varate in Italia quest'anno non si contano più. Unica cosa certa è che pare i soldi per raggiungere il tanto agognato pareggio di bilancio non bastino mai. E così, mentre gli italiani attendono il 5 dicembre che il premier Monti illustri finalmente le prime misure che il suo governo di (quasi) tecnici intende adottare per continuare a "far cassa", ecco che spunta in programma una nuova manovra. Inizialmente si parlava di una correzione da circa 15 miliardi di euro e, stando a quanto anticipa La Repubblica (http://is.gd/8u9mNP), anche il commissario europeo agli Affari economici Olli Rehn sembra concordare sulla cifra. Il rapporto dell'Ocse però (http://is.gd/dxjAyZ) avverte che nel 2012 il PIL italiano subirà un calo dello 0,5%, e quindi sembra che al vaglio ci sia una manovra ben più ampia, che potrebbe andare a toccare anche i 25 miliardi di euro. La discriminante sarà la crescita, che però difficilmente potrà arrivare se verranno attuati solamente quei provvedimenti di cui sembra si stia discutendo, sostenuti dall'UE. Nel suo rapporto (http://is.gd/8u9mNP) Olli Rehn sottolineerebbe, infatti, che essenziale per l'Italia non solo sarebbe spostare le tassazioni dal reddito "ai consumi (IVA, ndr) e alle proprietà (ICI, ndr)" ma insisterebbe nell'andare a toccare le pensioni e il diritto del lavoro. Come riporta La Repubblica, "sulle pensioni tra le altre cose chiede 'la sospensione dell'indicizzazione automatica degli assegni all'indice dei prezzi, tranne che per gli assegni più bassi, in caso di crescita negativa' ", e infatti pare che all'esame del governo ci sia l'idea del blocco totale del recupero dell'inflazione per le pensioni per il 2012. L'esecutivo Monti starebbe inoltre pensando di riformare le pensioni di anzianità con l'innalzamento del numero di anni obbligatori di lavoro per poi poter andare in pensione, con l'ipotesi di far salire il tetto fino a 43 anni. Ma è anche la riforma del mercato del lavoro che farà discutere. La Repubblica anticipa che l'Unione europea spingerebbe sul fatto che l'Italia "elimini le rigidità", per esempio "sostituendo l'attuale sistema di protezione attraverso il reintegro obbligatorio (in vigore per le aziende con più di 15 dipendenti) con il pagamento di un'indennità di liquidazione legata allo stipendio percepito". Che tradotto starebbe a significare cancellazione dell'articolo 18. Se tali "indicazioni" europee venissero adottare, sarà innegabile forse ricordare il governo Monti per il suo "rigore" ma un po' meno, potrebbe pensare qualcuno, per la sua "equità".

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