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Manovra, venerdì approvata. Placet opposizioni. Ma ne basterà una?

La manovra correttiva sarà probabilmente approvata entro venerdì, visto che l'opposizione ha accolto l'invito di Napolitano, anche se sottolinea che continua a "giudicarla negativamente". E qualche cittadino comincia ad impensierirsi.

La crisi dei mercati ha fatto paura alla politica italiana, anche se qualcuno pensa che per maggioranza e opposizione potrebbe essere stata una specie di "manna dal cielo" per approvare la manovra correttiva in fretta e senza troppe contestazioni. E così, dopo che Giorgio Napolitano ha auspicato una "rapidissima approvazione" della manovra, ecco l'annuncio che verrà approvata entro venerdì, tanto che lo stesso Capo dello Stato rinvia la sua visita a Pola (Croazia), "per impegni del presidente della Repubblica italiana riconducibili alla nuova manovra finanziaria in Italia e alla complessiva situazione che ne deriva". In molti scommettono, quindi, che la firma di Napolitano potrebbe essere messa venerdì stesso. D'altronde, Silvio Berlusconi, in una nota, invita tutti ad essere "uniti, coesi nell'interesse comune, consapevoli che agli sforzi e ai sacrifici di breve periodo corrisponderanno guadagni permanenti e sicuri", e tutte le forze di opposizione di trovano d'accordo. Dario Franceschini dichiara infatti a nome dei gruppi PD, Udc, IdV, Fli, Api, Pri e Liberaldemocratici che "considerata la gravità del momento e raccogliendo l'appello del presidente della Repubblica, fermo restando il giudizio negativo sulla manovra finanziaria dichiarano la loro disponibilità a permettere la votazione conclusiva sul decreto legge alla Camera entro la giornata di venerdì, in modo da consentire al nostro Paese di presentarsi nelle sedi internazionali che sono annunciate, e comunque prima dell'apertura dei mercati di lunedì con la manovra già approvata dal Parlamento". Anche se nell'indifferenza generale, probabilmente qualcuno sarà rimasto colpito dal fatto che l'intera opposizione accetta di approvare una legge, in questo caso una manovra che sfiora i 50 miliardi di euro, pur giudicandola negativamente. Un inciso, che se da una parte suona come un liberarsi dalle responsabilità, dall'altra preoccupa una buona parte di cittadini che si ritrova a pagare (letteralmente) per una manovra che metà della classe politica trova non soddisfacente, forse addirittura non adeguata. E qualcuno potrebbe essersi maggiormente impensierito sentendo alcune dichiarazioni che lasciano intendere che forse questa manovra potrebbe non bastare, e che quindi ci si augura che questa coesione tra opposizione e maggioranza, alla "New Deal", possa continuare anche in futuro. Nella speranza che a far le spese di questa "coesione nazionale" non siano i cittadini.

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