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Manovra nel segno della BCE. Berlusconi: nostro cuore gronda sangue

Il Cdm ha approvato la manovra bis e Berlusconi e Tremonti espongono in grandi linee i provvedimenti presi, che "metteranno le mani in tasca agli italiani", tanto che al premier "il cuore gronda di sangue".

"La manovra va nella direzione che la Banca centrale europea aveva in sintesi auspicato e che ha consentito alla BCE da lunedì (scorso, ndr) di intervenire sui mercati acquistando i titoli del nostro debito pubblico o comunque dando garanzia della sua volontà di intervenire nell'acquisto di questi nostri titoli". Esordisce così Silvio Berlusconi durante la conferenza stampa successiva al Cdm che ha approvato all'unanimità la manovra, come se non ci fosse niente di strano (per una democrazia) che una Banca detti le linee guida della politica governativa di un Paese. Ma "come mai è successo questo fatto?" si domanda anche Berlusconi. Per il premier la spiegazione è "molto semplice", almeno "da spiegare".
"Il nostro Paese - continua Berlusconi - ha il debito pubblico più elevato del rapporto al suo Prodotto interno lordo (Pil), un debito pubblico che è stato procurato dai precedenti governi che dal '78 al '92 sono riusciti nella moltiplicazione di quello che era il debito del '78". Qualcuno a questo punto si sarà forse domandato perché i governi dal 1992 ad oggi non sono intervenuti per cercare di livellare questa disparità debito-Pil, che oltretutto fino ad un paio di mesi fa non appariva neanche così preoccupante, tanto che di crisi non si parlava nemmeno lontanamente nonostante tutti gli indicatori economici e sociali segnassero il contrario. Silvio Berlusconi spiega poi che "questa situazione ha fatto sì che la speculazione finanziaria dopo essersi concentrata sulla Grecia si concentrasse sulla nostra posizione, e noi ci siamo trovati nella necessità di rinnovare i titoli del debito pubblico", che ormai ammonta a 1.900 miliardi di euro. "A questa situazione noi non potevamo che fare fronte attraverso l'intervento dell'istituto europeo - sottolinea ancora Berlusconi - ed abbiamo quindi deciso di ottemperare a quelle che erano le domande che l'istituto ci poneva al fine di poter esso stesso giustificare nei confronti degli altri Paesi europei, specie della Germania, dell'Olanda e della Finlandia, la spesa dei soldi pubblici, visto che dalla Germania per esempio quasi il 30% di questi soldi sono dei cittadini tedeschi". "Il provvedimento è a mio parere equilibrato, si compone di tagli alla spesa pubblica e di imposizioni, come è logico che sia" afferma Berlusconi, aggiungendo però: "E' chiaro che il nostro cuore gronda sangue quando pensiamo che uno dei vanti di questo governo era quello di non avere mai messo le mani nelle tasche degli italiani, ma la situazione mondiale è cambiata". Il premier spiega infatti che "ci troviamo di fronte alla più grande sfida planetaria, una sfida che ha colpito il Paese numero uno dell'economia mondiale come gli Stati Uniti" precisando che inoltre ci troviamo di fronte "a Paesi che prima erano considerati emergenti, come la Cina, che stanno diventando dei protagonisti primari di questa situazione, anche perché con le loro disponibilità controllano debiti come quello degli USA e in certi casi anche per quanto riguarda i Paesi europei hanno delle forte presenze". Come in Italia. Quindi, siccome Banche e Stati hanno nel loro portafoglio il nostro debito pubblico, l'Italia ora dovrà ridurre notevolmente la spesa, e naturalmente i primi tagli saranno al settore pubblico. Giulio Tremonti annuncia che spiegherà la manovra nel dettaglio sabato 13 agosto in mattinata, anticipando solo in grandi linee i provvedimenti presi. Il ministro dell'Economia assicura che non ci saranno tagli "alla sanità, alla scuola, alla ricerca, alla cultura e al 5 per mille", anche perché settori già duramente provati dalle manovre precedenti. Arriva il "prelievo di solidarietà", che dovrebbe essere del 5% per i redditi superiori a 90.000 euro e del 10% se superiori ai 150.000 euro, mentre si parla di TFR ritardato di due anni per gli statali, e la tredicesima a rischio se le amministrazioni pubbliche non rispetteranno l'obiettivo di riduzione costi previsiti. Tremonti promette anche una stretta all'evasione fiscale, anticipando tra l'altro che "la tracciabilità per i contanti è scesa a 2.500 euro", "sanzioni forti fino alla sospensione dagli ordini per chi non rilascia ricevute e fatture" e "una rimodulazione degli studi di settore". Sembra poi che sarà anticipato al 2015 l'innalzamento a 65 anni dell'età pensionabile delle donne nel settore privato. Nella manovra è stato naturalmente anche inserito "un meccanismo molto efficace" per le privatizzazioni dei beni e servizi pubblici, perché la teoria di Tremonti è che "se smobilizzi puoi fare investimenti". Il premier Berlusconi non ha poi mancato di sottolineare che ci sono stati anche ingenti tagli ai costi della politica, anticipando che vi saranno "circa 54.000 poltrone in meno". Nella manovra infatti si stabilisce che, dopo il censimento, vi sarà un accorpamento dei Comuni (si stima intorno ai 1.500) e l'abolizione delle Province pare al di sotto dei 300mila abitanti.

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