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Manovra: fiducia perché crisi è grave. Bersani:governo sa solo mentire

Il governo, nonostante lo aveva sempre escluso, porrà in Senato (voto previsto per oggi) la fiducia sulla manovra e il maxi emendamento che ha introdotto l'aumento dell'IVA e l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne del settore privato.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il maxi emendamento sulla manovra che arriverà in Senato blindato, visto che a causa della "gravità del contesto internazionale di crisi finanziaria", come recita una nota di Palazzo Chigi, il governo ha deciso di porre la fiducia, anche se più volte esponenti e ministri dell'esecutivo avevano escluso il suo utilizzo. "Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola" perché "questo è un governo che sa solo mentire", afferma risoluto Pier Luigi Bersani, ieri sceso in piazza insieme a tutti coloro che hanno aderito allo sciopero generale della CGIL. Uno sciopero e una protesta che non sembra voler essere ascoltata dal governo, che continua sulla propria strada, evitando il dibattito parlamentare e rafforzato probabilmente dall'approvazione che arriva dall'UE, che finalmente plaude i provvedimenti inseriti in manovra, che d'altronde si avvicinano a quelli "dettati" dalla BCE. Alla fine, infatti, nonostante lo stesso premier Silvio Berlusconi lo aveva escluso categoricamente, è stata aumentata l'IVA, che passerà dal 20% al 21%. Qualcuno si domanda cosa sia cambiato da quando, circa una ventina di giorni fa, Silvio Berlusconi affermava: "L'IVA aumentata determina una contrazione dei consumi magari non rilevante ma comunque ci sarebbe una contrazione certa dei consumi. Inoltre vi sarebbe una maggiore tendenza all'evasione che purtroppo si rafforzerebbe con l'aumento dell'IVA". La risposta, per qualcuno, appare però semplice: il pressing dei mercati, visto che ormai sembra essere la finanza a comandare i governi, e non la politica, a questo punto sempre più dominata dalle Borse. Da ricordare, inoltre, che nella manovra di luglio era stata aumentata l'accise sulla benzina, che unita all'innalzamento dell'IVA produrrà inevitabili "gravi effetti inflazionistici", come evidenzia Susanna Camusso della CGIL. Tra gli emendamenti introdotti, anche l'adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014, nonostante fino a pochi giorni fa si sentivano tuonare alcuni vertici della Lega Nord, tra cui Umberto Bossi, che prometteva che il Carroccio non avrebbe mai fatto mettere le mani sulla previdenza sociale. Introdotto nuovamente il contributo di solidarietà, ma la tassa sarà del 3% per quei redditi che superano i 300mila euro, e in Italia pare che li denuncino solo 34mila cittadini. "Le decisioni prese sulla manovra sono il risultato di un governo in evidente stato confusionale, sordo di fronte al Paese e sempre più condizionato dagli umori dei mercati" sottolinea anche Susanna Camusso, rimarcando come questa manovra si confermi "iniqua e sbagliata" perché "produce effetti depressivi e non è in grado di raggiungere gli obiettivi di sviluppo e di crescita". E mentre opposizioni e parti sociali sostengono come questa manovra rischia di penalizzare, invece che di aiutare ad uscire dalla crisi, l'Italia, la Commissione europea afferma, con un giudizio diametralmente opposto, che le misure annunciate "confermano la determinazione delle autorità italiane a raggiungere gli obiettivi concordati di riduzione del deficit e del debito, mentre contribuiscono ad affrontare le debolezze strutturali dell'economia italiana che hanno profonde radici". Bruxelles naturalmente reputa "un importante segnale" l'innalzamento dell'età pensionabile e invita persino ad "una rapida adozione del pacchetto di aggiustamento in uno spirito di coesione nazionale e solidarietà". Ma questo appello continuo alla "coesione nazionale" oltre a cominciare a nauseare qualcuno sembra essere un invito sempre più ipocrita.

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