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Manovra è legge, Napolitano: il Paese sia grato. Per che cosa?

La manovra finanziaria da ormai 70 miliardi è legge, ma esperti politologi evidenziano che "ci sarà un aumento ulteriore della povertà in Italia". Giorgio Napolitano afferma che "il Paese ha motivo di essere grato al Parlamento", ma qualcuno si domanda probabilmente "per che cosa?".

La manovra finanziaria, che doveva essere di 47 miliardi di euro ma che si è chiusa intorno ai 70 miliardi, anche se sembra che nessuno sappia chiarire con precisione il perché, è diventata legge in tempi record. Appena il Capo dello Stato, che sembra aver agito quasi a voler (o dover) colmare un grave vuoto politivo, ha invocato la "coesione nazionale" ecco che maggioranza e opposizione si sono mosse compatte per evitare la tanto temuta crisi che fino a pochissimo tempo fa sembrava non aver neanche minimanente toccato l'Italia, a detta anche di molti illustri politici. E il fatto che il PD affermi che la loro "responsabilità" si ferma nell'aver permesso di approvarla velocemente, e solo a causa di una "Italia aggredita dai mercati" ribadendo di essere quindi "radicalmente 'contro' " questa manovra, non tranquillizza tutti quegli italiani che progressivamente diventeranno sempre più poveri. Che la famiglia media italiana si vedrà aumentare le tasse, nel periodo 2013 e 2014, di circa 1000 euro l'anno sembra ormai evidente, a causa degli innumerevoli tagli delle detrazioni, delle deduzioni e degli sconti fiscali. Se a questo si aggiunge, dati Istat alla mano, che complessivamente il 18,6% dei nuclei familiari italiani sono poveri (l'11%) o quasi poveri (il 7,6%), le prospettive non sembrano essere certo delle più rosee. E' Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, a sottolineare che "la manovra finanziaria del governo Berlusconi moltiplica in maniera esponenziale le povertà sociali: rende più poveri i poveri con una valanga di nuove tasse e più ricchi i ricchi. E' evidente che il governo Berlusconi ha deciso di far pagare il prezzo dei propri errori ai cittadini e alle famiglie", mentre sul loro sito viene presentata "la proposta inascoltata dei Verdi" (http://is.gd/wvzQyp). Ma Angelo Bonelli non è il solo a vedere che "ci sarà un aumento ulteriore della povertà in Italia". Il politologo Antonio Maria Baggio (docente di Etica Politica all'Università Sophia di Loppiano fondata da Chiara Lubich) a 105 Live di Radio Vaticana sottolinea infatti che "uno dei problemi di questa manovra è che molti dei provvedimenti sono posticipati al 2013 e 2014, a dopo le elezioni. E' chiaro che ciò incoraggia gli speculatori, diffonde incertezza e tutto ciò, si traduce matematicamente in maggiore povertà - aggiungendo - C'è una povertà che viene creata dall'assenza di decisioni politiche" (http://is.gd/cAMEC9). Il professor Baggio evidenzia infatti che "ci sarebbero stati dei provvedimenti molto utili da prendere ad iniziare dall'abolizione delle Province", una proposta di legge presentata dall'IdV e bocciata a causa dell'astensione proprio del PD, che ora invece parla di manovra "classista". Il politologo spiega che "il fatto che neppure si sia voluto iniziare il discorso dice qual è il Paese di riferimento per i politici. Cioè, non le famiglie, perché sono state toccate, non i ceti produttivi perchè non sono stati aiutati, ma la società di riferimento sembra essere composta da quei ceti che godono di una rendita sociale e di posizione e questo certamente non è un segnale positivo". Nel frattempo, già si parla di "misure ulteriori", come ha affermato in questi giorni Mario Draghi, ex governtore della Banca d'Italia e prossimo numero uno della BCE, e del fatto di essere arrivati al "dramma dell'euro e dell'Europa" che rischia di andare "a fondo come il Titanic" senza illusioni di salvezza per nessuno, come sostiene il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. In questo contesto, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano afferma che "il Paese ha motivo di essere grato al Parlamento per l'impegno e la determinazione con cui ha proceduto in tempi brevissimi all'esame e alla votazione del decreto legge comprendente massicci interventi per la stabilizzazione finanziaria". Ma qualcuno probabilmente si sarà domandato perché dovrebbe essere "grato" ad un Parlamento che ha creato (o quantomeno non ha saputo evitare) "8 milioni e 272mila individui poveri, il 13,8% dell'intera popolazione", come evidenzia l'Istat, e che quindi ha impoverito talmente tanto il Paese da arrivare ad un collasso dei mercati e ad una manovra che metterà in crisi soprattutto quelle famiglie che lo sono già da diversi anni.

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