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Ici prima casa, pensioni, Irpef: misure della manovra da 25 miliardi

Lunedì 5 dicembre Mario Monti illustrerà i primi provvedimenti anti-crisi che saranno introdotti in una manovra correttiva pari, sembra, a circa 20.-25 miliardi. Martedì sera, invece, il premier inaugurerà la sua stagione televisiva da Bruno Vespa a "Porta a Porta".

Lunedì 5 dicembre, dopo la riunione del prossimo Consiglio dei Ministri che adotterà provvedimenti urgenti di politica economica, come si legge in una nota stampa di Palazzo Chigi, Mario Monti informerà l'opinione pubblica attraverso una conferenza stampa istituzionale, prima di recarsi alla Camera (ore 16) e al Senato (ore 18) per un'informativa urgente del Governo riguardo ai provvedimenti adottati dal CdM. Lunedì, quindi, gli italiani sapranno finalmente cosa conterrà l'ennesima manovra correttiva, ormai lievitata pare ad almeno 25 miliardi di euro, e quali provvedimenti il governo intende adottare per fronteggiare la crisi e lo spread. Una manovra che sembra ormai "blindata", nonostante Monti, forse anche per evitare malumori, sabato incontri i leader dei partiti e domenica le parti sociali. Ma "l'impianto è praticamente delineato", sottolineerebbe una fonte del governo, tanto che questo giro di consultazioni assomiglia soprattutto ad un pro forma indispensabile. Come quello dell'informativa urgente a Camera e Senato, visto che è stata fissata solo dopo che si era sparsa la voce che Mario Monti aveva già appuntamento con Bruno Vespa per illustrare gli italiani i contenuti della manovra. Lega Nord e Pdl, primi fra tutti, avrebbero quindi fatto notare al premier che andare in Tv prima di informare le Camere era un atto che non sarebbe stato gradito. Il fatto che l'economista sieda nel salotto di "Porta a Porta", martedì sera, insieme ai ministri Corrado Passera (Sviluppo Economico e Infrastrutture) ed Elisa Formero (Lavoro e politiche Sociali), ha già scatenato, comunque, diverse reazioni. L'Aduc fa notare che uno "degli aspetti più fastidiosi delle passate legislature era l'informazione delegata non a spazi istituzionali sugli organi d'informazione dello Stato, ma a trasmissioni di intrattenimento" e che "il massimo di questo modo di operare fu toccato dall'ex-presidente Silvio Berlusconi, che elesse la trasmissione di RaiUno 'Porta a Porta' come luogo per eccellenza delle proprie comunicazioni". Vincenzo Donvito, presidente dell'Aduc, si chiede quindi "perché il capo del Governo deve privilegiare un'emittente rispetto ad un'altra? - sottolineando - Ve l'immagine il presidente USA Obama che spiega le misure del proprio governo sulla Cbs o su Fox?", e concludendo: "Non sarebbe stato meglio una conferenza stampa lunga e articolata, ripresa dalle emittenete che l'avesso voluto? Prendiamo atto che anche in questo governo, la tentazione spettacolo sembra prendere il sopravvento su quella della comunicazione e dell'informazione". Anche se la certezza si avrà solo lunedì, le indiscrezioni sulle misure che verranno adottate si fanno sempre più insistenti. L'aumento dell'IVA sembra che sia stato abbandonato per far posto, invece, ad un innalzamento dell'IRPEF, che riguarderebbe però solo l'aliquota del 41% e quella del 43% che passerebbero rispettivamente al 43% e 45%. La reintroduzione dell'ICI per la prima casa, invece, sembra essere confermata, anticipando di fatto quell'IMU (Imposta Municipale Unica) già prevista dal federalismo fiscale. Sembra inoltre che l'ICI verrà modulata "in modo progressivo a seconda del numero degli appartamenti posseduti", come anticipa il Corriere della Sera. In poche parole, una piccola patrimoniale che prevederebbe una ICI maggiorata per le seconde e terze case, oltre ad una "tassa di lusso", che andrebbe a toccare i beni, appunto, di lusso, come il possesso di yacht e similia. Nonostante le proteste dei sindacati, (che Monti incontrerà domenica 4 dicembre), la ulteriore stretta sulle pensioni sembra essere confermata, anche perché una buona parte dei 25 miliardi di euro della manovra deriveranno proprio dai provvedimenti sulla previdenza in programma. L'aumento del numero di anni obbligatori di lavoro per poter andare in pensione (attualmente 40) sembra destinato quindi ad essere approvato, ma si parla già anche di un rincaro per i contributi a carico dei lavoratori autonomi, che passerebbero dal 20% al 22%. Quasi sicura l'introduzione del metodo contributivo pro rata, e forse anche il blocco dell'adeguamento dell'inflazione ma, pare, solo per le pensioni più alte. Anche la sanità pubblica sembra essere nelle mire di Monti, pare con un taglio di 2,5 miliardi nel 2012 e di altri 5 nel 2013, con reintroduzione del ticket sui ricoveri, mentre sul fronte liberalizzazioni sembra che i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche fuori dalle farmacie. Stretta anche sui fondi per il trasporto pubblico locale, poiché si parla già di tagli fino a 2 miliardi di euro. Al via, poi, l'apertura degli esercizi commerciali senza limiti di orario, l'abolizione delle tariffe minime per i professionisti e la liberalizzazione della rete dei carburanti. Per cercare di risolvere il problema del sovraffolamento delle carceri, ecco che si andrebbe a ricorrere al capitale privato, mentre sul piano "incentivi" sembra che sarà introdotto un credito d'imposta dal 12% al 20% sulla ricerca e una detrazione di imposta del 19% per chi dichiara oltre 100mila euro e investe in fondi di venture capital, sempre che non siano holding, immobiliari e con soci parenti. Nel pacchetto, inoltre, una proroga fino al 2014 dell'eco-bonus del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica.

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