le notizie che fanno testo, dal 2010

Calderoli: c'è "accordo di sintesi" Lega-Pdl. E rispunta aumento IVA

La maggioranza sembra aver trovato un "accordo di sintesi", come spiega Roberto Calderoli, sulla manovra, e tra Lega Nord e Pdl. "Il capitolo pensioni è chiuso" precisa Maroni, e Alfano pare confermare, mentre rispunta l'ipotesi di aumentare l'IVA al 21 per cento.

"Ciascuno in una coalizione può avere le sue idee, ma le decisioni si prendono insieme: se la Lega non è d'accordo su questo, il governo non può andare in questa direzione" afferma il segretario del Pdl Angelino Alfano, rispondendo a quanto detto dal ministro degli Interni Roberto Maroni, che aveva ribadito che "il capitolo pensioni per noi è chiuso così come è scritto" nella bozza di manovra correttiva, quella da 45,5 miliardi che sta facendo discutere maggioranza, opposizione e parti sociali, a differenza della precedente (ancor più cospicua) che invece è stata approvata in soli 3 giorni. Roberto Calderoli, intervistato da Enrico Mentana alla Berghem Fest insieme a Maroni ed Alfano, chiarisce comunque che c'è "una proposta unitaria di maggioranza che verrà condivisa da Lega, Pdl e Responsabili, alla faccia di chi ci vuole male", precisando che "l'accordo di sintesi" è stato raggiunto e che "lunedì sarà sul tavolo dei segretari di partito". Solo dopo il vertice tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi tutti i punti verranno fissati e chiariti, anche se già si vocifera che alla fine è probabile che sarà aumentata di un punto percentuale l'IVA, che passerebbe al 21%. E pensare che solo una decina di giorni fa Berlusconi, passeggiando con i giornalisti a Porto Rotondo (Sardegna) dove era in vacanza, aveva precisato categorico: "L'IVA aumentata determina una contrazione dei consumi magari non rilevante ma comunque ci sarebbe una contrazione certa dei consumi. Inoltre vi sarebbe una maggiore tendenza all'evasione che purtroppo si rafforzerebbe con l'aumento dell'IVA". Già allora qualcuno le aveva forse interpretate come le "ultime parole famose". Anche il contributo di solidarietà se non sparirà di certo verrà ridimensionto, visto che si parla di applicarlo solo a redditi superiori ai 200mila euro. Al suo posto, la "tassa sull'evasione" proposta da Roberto Calderoli, che dovrebbe far incassare abbastanza da evitare i tagli (o comunque ridurli drasticamente) agli enti locali. E qualcuno già ipotizza che non ci sarà più neanche nessun accorpamento di Province e Comuni. Quello che rimarrà, invece, sembra essere il TFR posticipato a due anni, il taglio delle tredicesime ai dipendenti pubblici di quegli uffici che non hanno raggiunto il risparmio prefissato e naturalmente anche le modifiche dell'articolo 8 sulla contrattazione aziendale. In poche parole, tutti provvedimenti che sembrano andare a colpire in particolare famiglie e redditi medio-bassi. E mentre si discute su dove e come tagliare, il dibattito sulla crescita e l'occupazione ristagna, come l'economia dell'Italia.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: