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Bersani: manovra a carico dei ceti popolari e medi. IdV: luci e ombre

PD e Terzo Polo sembrano bocciare categoricamente la manovra bis, affermando chiaramente che sarà "a carico dei ceti popolari e dei ceti medi", come spiega Bersani. Antonio Di Pietro vede invece una manovra fatta "di luci e ombre".

La manovra bis appena approva dal Cosiglio dei ministri "è iniqua e inadeguata" secondo Pier Luigi Bersani, spiegando che c'è "forte preoccupazione" perché i provvedimenti presi saranno "a carico dei ceti popolari e dei ceti medi". Il leader del PD sottolinea infatti che "Tremonti parlava di ristrutturare la manovra, ma qui non c'è nessuna ristrutturazione" spiegando che in realtà "è solo l'anticipo di misure che da tutti i mercati erano state giudicate come inadeguate". "Se è così questa manovra non è in grado di risolvere i problemi - conclude Bersani, aggiungendo che il PD indicherà quindi "le cose difficili da fare" quelle che la maggioranza non vorrebbe fare "perché colpirebbero i 'vostri', quelli cioè che non pagano le tasse". Neanche il Terzo Polo sembra particolarmente soddisfatto dalla manovra aggiuntiva, dall'Udc che parla di una "manovra priva di elementi strutturali e infarcita di tasse e balzelli che colpiranno in particolare i ceti medi e le famiglie italiane" a Fli, con Italo Bocchino che evidenzia che "il provvedimento del governo per superare la crisi è l'esatto opposto di ciò che serve al Paese e agli italiani. Si potrebbe sintetizzare con lo slogan 'più tasse e meno servizi' ". Anche per l'Api di Francesco Rutelli è "una manovra molto dura, con un forte rischio di effetti gravemente recessivi in assenza di interventi forti per la crescita che allo stato non sono valutabili". E se Nichi Vendola parla di "misure punitive per gli enti locali, devastante riduzione di servizi sociali e di diritti, un colpo alla civiltà del lavoro. E nessuna scelta per la crescita e lo sviluppo", Antonio Di Pietro vede invece una manovra "di luci ed ombre". Il leader dell'Italia dei Valori, infatti, sembra apprezzare l'idea di "ridurre le Province, di accorpare i Comuni e di diminuire il numero di consiglieri regionali e di poltrone varie, di aumentare al 20% le rendite finanziarie, di prevedere che i privati che hanno redditi alti diano un 'contributo di solidarietà' " mentre rimarrebbe "inaccettabile la riduzione del trasferimento agli enti locali, come denunciato dall'Anci, e quella gravissima apportata alla spesa sociale che incide pesantemente sul welfare e sui lavoratori colpendo clamorosamente i loro diritti, il loro reddito e il loro futuro". Antonio Di Pietro promette quindi che i parlmentari dell'Idv correggeranno "gli errori per apportare le modifiche necessarie per tenere fede agli impegni presi con l'Unione Europea".

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