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Spagna: giovani "indignados" in piazza. Da oggi la rivolta è in Italia

Giovani "indignados" in rivolta in Spagna con il "Movimiento 15 M" che trasforma "Puerta del Sol" in Piazza Tahrir, e in Italia? La rivolta pacifica inizia il 20 Maggio alle 20 a Bologna, Torino, Milano, Firenze, Roma, Pisa, Palermo, Rovigo Taranto, via Anonymous.

Quanto si vedono decine di migliaia di giovani in piazza in giro per il Mediterraneo urlare libertà, riforme e lavoro, il giovane italiano (anche con qualche capello bianco) pensa "da noi non succederà mai", con qualche rimpianto. I motivi sono tanti, il primo è sicuramente che "stiamo ancora troppo bene" e che i "nostri" giovani assomigliano troppo alla falsariga del "ribelle" cantanto da Freak Antoni degli Skiantos, che nelle sue ispirate liriche raccontava la telefonata del "ribelle" alla mamma: "Ci vediamo, torna pure a letto / domani arrivo, okay te lo prometto / e per favore stira la maglietta / c'è un concerto, mi serve quella rotta" (youtube.com/watch?v=MPxfWOqiCKs - "Sono Un Ribelle Mamma" da "Non C'è Gusto In Italia Ad Essere Intelligenti" del 1987). Per quanto duro da ammettere, soprattutto per i ragazzi "senza appigli" (genitori ricchi, famiglia capace di "raccomandare", immersi da anni nel precariato, sommersi dalle responsabilità e dall'amarezza di un futuro in un'Italia marcia) la situazione è che la maggioranza dei "giovani" sono ancora molto fortunati (e inconsapevoli di che cosa gli aspetta). Quindi la rivoluzione italiana non è ancora scoppiata perché l'"autocombustione", anche sociologicamente, ubbidisce a delle regole precise. Serve allora una scintilla, un piromane. Ed ecco che i giovani iberici offrono l'accendino a quelli italiani e oggi, Venerdì 20 Maggio potrebbe essere ricordato nei libri di storia elettronici (sempre che il Grande Fratello non cambi la data negli e-book) proprio come l'inizio della Rivolta Italiana. Forse, grazie all'accendino spagnolo, dietro una maggioranza narcisa e vanesia, lo zoccolo duro che sogna una "rivoluzione" nonviolenta per riprendersi la staffetta generazionale chiusa dai "nonni mannari" in qualche caveau (leggi "Censis: 'giovani in estinzione'. L'Italia non è un Paese per giovani" http://is.gd/KFWkdK), potrebbe avere la sua agognata soddisfazione. Anche grazie alle nuove reti "social". C'è infatti chi lo smartphone non lo usa solo per specchiarsi, e potrebbe decidere di cogliere la palla al balzo dalla Spagna per avviare il movimento degli "Indignados" anche qui in Italia. Proprio come a Piazza Tahrir in Egitto, dal 15 maggio la Spagna vive un movimento "rivoluzionario 2.0", assolutamente spontaneo, "coordinato" tramite "passa parola" su Twitter, Facebook, internet café e smartphone, che punta a far emergere la voglia di "riprendersi il Paese" da parte dei giovani disoccupati e precari. E' una rivolta "giovanile" (soprattutto nello spirito) dove migliaia di ragazzi (ma anche genitori e nonni, in molti casi) hanno creato giganteschi "sit-in" pacifici contro la "politica di ieri" (quella che regna oggi), rappresentata dai due grandi partiti (socialisti e popolari), che ancora una volta, a colpi di "conformità" (e diproposte sostanzialmente uguali) si contendono le istituzioni nelle amministrative di domenica 22 maggio in Spagna. Così, in pieno centro di Madrid, il "Movimiento 15 M" (chiamato così perché nato il 15 Maggio, da notare l'assonanza con il "Movimento 6 Aprile" egiziano) si è riunito in pieno centro a Madrid, nella famosa Puerta del Sol. E in Italia? In Italia la rivoluzione potrebbe partire nel fine settimana, e il movimento della rivolta italiana potrebbe chiamarsi quindi "Movimento 20 M", a meno che non prevalga l'"accodamento" alla data Spagnola, come rispetto all'innesco dell'"incendio europeo". La scintilla in Italia arriva anche attraverso Anonymous, direttamente dalla penisola iberica, e nel post si incominciano già ad indicare le piazze per gli appuntamenti, tutti il 20 Maggio intorno alle 20.00: Bologna a Piazza del Nettuno, a Torino a Piazza Castello, a Milano in Piazza Duomo, a Firenze in Piazza Stanta Croce, a Roma in Piazza di Spagna, a Pisa in Piazza Garibaldi, a Palermo al Teatro Massimo, mente a Rovigo e a Taranto ancora non c'è una piazza "eletta". Ma quali sono le linee guida per la "rivoluzione"? Molto semplici. Anonymous nel suo post "Linee generali delle manifestazioni" () spiega: "Vi invitiamo a sviluppare cartelli di protesta. In ogni caso, ciascuno può scrivere ciò che ritiene più opportuno. Vi chiediamo di utilizzare tutta la vostra immaginazione, fare dei manifesti personali, di gruppo, che meglio ci rappresentano. Se potete, portate anche macchine fotografiche o qualsiasi altro dispositivo con il quale possiamo connetteci ai social network: twitter o facebook. Abbiamo bisogno di diffondere ciò che facciamo a tutti i media". Anonymous sottolinea che "L'unico inconveniente che abbiamo di fronte è che non abbiamo una autorizzazione sicura: cercate di avvisare le autorità di ogni città. Vedremo come si svilupperanno le cose. E' importante che tutto sia condotto col massimo rispetto. Ricordate anche che non abbiamo intenzione di promuovere nessuna ideologia politica, ma si tratta di un semplice, pacifico sit-in. Chiediamo, per favore, di non portare bevande alcoliche. Non si tratta di una botellon. Quando il sit in sarà finito, potremmo bere quello che vogliamo. E 'importante che la nostra immagine all'esterno sia il più credibile possibile". Insomma da Venerdì 20 Maggio anche l'Italia potrebbe avere la sua piazza Tahrir o la sua Porta del Sol. E qualcuno potrà finalmente chiamare la mamma cantando "Sto bene, non è un incidente / guarda, mamma, non mi è successo niente / stanotte non torno li a dormire / resto fuori, non c'è niente da spiegare" sempre citando gli Skiantos. Questa volta non c'è davvero niente da spiegare.

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