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Severino: lacrimogeno su Ministero sparato dal basso verso l'alto

Paola Severino spiega "tutto sembra convergere sulla tesi del lacrimogeno sparato dal basso verso l'alto", citando anche un rapporto del Racis dove si precisa che il video riproduce l'impatto "di un solo artifizio lacrimogeno poi fratturatosi in tre parti" sulla finestra del Ministero della Giustizia. E l'altro lacrimogeno che cade dall'alto verso il basso?

Dopo la diffusione da parte di Repubblica.tv del video che sembra mostrare un lancio di lacrimogeni dalle finestre dell'ultimo piano del Ministero della Giustizia in direzione dei manifestanti che passavano in corteo durante lo sciopero del 14 ottobre, Paola Severino ha aperto una indagine interna. La Severino riferisce oggi che grazie alla "visione completa delle registrazioni delle telecamere" ci sarebbe la dimostrazione che "in un lungo lasso di tempo che non c'è stato accesso di estranei nel Ministero". I lacrimogeni sarebbero stati quindi sparati da funzionari interni? Assolutamente no, precisa il ministro Paola Severino perché "il rapporto dei carabinieri del Racis ha stabilito con altissimo margine di probabilità che il lacrimogeno è partito da terra ed è rimbalzato sulla parete accanto alla finestra". La perizia del Racis (reparto di investigazioni scientifiche dei Carabinieri) rivela infatti che il video diffuso "riproduce un impatto su cornice superiore della quarta finestra (a partire dallo spigolo sinistro), sita al quarto piano del ministero, di un solo artifizio lacrimogeno poi fratturatosi in tre parti", la cui gittata "è dell'ordine di 100-150 metri, coincidente con il posizionamento delle forze di polizia all'altezza di Ponte Garibaldi". In altre parole, un unico lacrimogeno è stato lanciato da terra, ha impattato con la cornice della finistra del Ministero della Giustizia, si è diviso in tre parti ed è ricaduto sui manifestanti.

Il Racis spiega che questo tipo di artifici infatti "si compongono di quattro dischi contenenti materiale lacrimogeno che si sprigiona durante la traiettoria o all'impatto contro le superfici producendo effetto fumogeno", sottolineando che "la traiettoria ondeggiante" che si vede nel video "può essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente". Il ministro Severino chiarisce inoltre che tali risultati sarebbero confermati anche dalle dichiarazioni dei "dipendenti che si trovavano al quarto piano" del Ministero della Giustizia, "ai quali è stato chiesto se qualcuno fosse entrato nelle stanze". Paola Severino rivela che "tutti hanno negato l'accesso di estranei, in particolare nella stanza della finestra su cui il lacrimogeno ha rimbalzato". Anzi. La Severino rende noto che "dalle testimonianze raccolte tra il personale del ministero risulta che è stato sentito un forte rumore per l'urto del lacrimogeno sulla parete esterna del palazzo. Poi c'è stato grande spavento". Paola Severino assicura però che "la giustizia prevalga in questo Paese" e per questo promette che renderà pubblici "gli accertamenti interni del ministero" che saranno trasmessi "alla Procura di Roma, che potrebbe avere mezzi di investigazione migliori dei nostri", e questo "sia per avere ulteriori conferme, sia perché se qualcuno ha altre fonti su quanto accaduto può sentirsi libero di andare in Procura a denunciare le proprie convinzioni". Concludendo, però, il Ministro della Giustizia afferma che "tutto sembra convergere sulla tesi del lacrimogeno sparato dal basso verso l'alto".

Qualcuno potrebbe però chiedersi se, come si vede anche in un video della agenzia di stampa Rete News, anche l'altro lacrimogeno che cade dall'alto verso il basso (oltre all'artifizio lacrimogeno poi fratturatosi in tre parti come da rapporto del Racis) sia rimbalzato anch'esso sulla facciata del Ministero della Giustizia. E se quello sparato da terra dalla strada sotto il Ministero, come si vede sempre nel video, abbia o meno la stessa "traiettoria ondeggiante".

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