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Sciopero 14 novembre e guerriglia. SIULP: "Ennesimo film già visto"

Guerriglia urbana a Roma ed episodi violenti in altre città hanno sorpreso chi credeva che lo sciopero CES fosse una "passeggiata" pacifica. "Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri hanno fatto, come al solito, da bersaglio a diverse centinaia di terroristi incappucciati muniti di caschi, scudi, mazze non certo studenti", afferma il SIULP Toscana.

Lo sciopero indetto il 14 novembre dal CES, la Confederazione europea dei sindacati, è stato promosso dai grandi sindacati in Italia solamente dalla CGIL con una mobilitazione generale di quattro ore . Il "piccolo" sciopero generale, praticamente ignorato dai media mainstream, prometteva di essere quell'assenza dal lavoro pacifica che sapeva di "fascia al braccio" come fanno i giapponesi quando hanno dei rari dissapori con le aziende per cui lavorano. Nessuno certo si immaginava che il 14 novembre con la scusa di una manifestazione si organizzasse una "guerriglia" in alcune città italiane tra cui Roma. Eppure Silvio Berlusconi non c'è più, Mario Monti regna con assoluta tranquillità sociale e di quella "tensione popolare" che faceva presagire anche da noi una "primavera araba" solamente un anno fa non c'è alcuna traccia. Anche sui social network gridare alla rivolta non è più di moda e sono tornati, perenni, gli hashtag su Justin Bieber e i One Direction. Come è possibile quindi che quest'Italia addormentata si sia trasformata, nel giro di una mattinata, in un teatro di "guerriglia urbana"? Come è possibile che a Roma, all'altezza di Ponte Sisto sul Lungotevere si siano visti volare bottiglie e spaccare i vetri delle auto? Come è possibile che a Padova e Torino si siano registrati scontri e feriti per uno sciopero pacifico contro l'austerità la cui piattaforma è largamente condivisibile da tutti? La risposta più ragionevole, anche se politicamente non è molto strumentalizzabile e quindi poco conveniente è che, come è già successo per molte manifestazioni di questo genere, esiste una "frangia organizzata" di violenti che, "a prescindere", partecipano alle manifestazioni per commettere atti di violenza e per "sporcarne" la vis pacifica. Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia della Segreteria Regionale Toscana diffonde un comunicato che, oltre ad offrire la "totale ed incondizionata solidarietà a tutti i colleghi impiegati in occasione delle manifestazioni di mercoledì che con professionalità e con il consueto tributo in termini di feriti e danni subiti hanno sostenuto la legalità nelle strade del Paese", analizza proprio questo aspetto. Afferma il Segretario Generale Francesco Reale: "Mentre alcuni organi di stampa nazionali continuano a sottolineare esclusivamente l'attività di contrasto degli operatori di Polizia ai facinorosi e qualche comico, che non ha contezza di quanto avviene in piazza e del ruolo di garanti della Costituzione delle Forze dell'Ordine, esterna fantasticherie ieri si è riproposto l'ennesimo film già visto con folti gruppi di terroristi intenti a guastare una manifestazione legittima e aggredire con violenza preordinata poliziotti e carabinieri". Spiega Francesco Reale: "Poliziotti, Carabinieri e Finanzieri hanno fatto, come al solito, da bersaglio a diverse centinaia di terroristi incappucciati muniti di caschi, scudi, mazze non certo studenti. Soggetti che, avulsi da qualsiasi motivazione culturale, politica o sociale, cercano il morto perché quelle violenze devono essere chiamate con il loro nome – tentato omicidio! Il collega di Torino ferito ne è un esempio. Forze spesso insufficienti a fronteggiare quelli che oggi non si possono definire ragazzetti arrabbiati, ma terroristi ben organizzati... mezzi carenti e strumenti di coercizione fisica nonché di protezione insufficienti. Peraltro nel caso, come per il futuro, sarebbero stati preziosi gli idranti. Quanto avvenuto ci induce, infatti, ad una seria riflessione sulla congruità degli attuali strumenti tecnici e legislativi mirati a fronteggiare la guerriglia urbana". Il SIULP Toscana chiede quindi "Tolleranza zero anche dalla politica che oltre alle dichiarazioni di rito, non è in grado di produrre iniziative concrete anzi alcuni personaggi con le loro esternazioni rischiano di avvelenare ancor più un clima tesissimo che potrebbe prendere una piega irreparabile".

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