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Pescatori Montecitorio 5 feriti. Monti, la tua manovra la fa Schettino

Scontri tra i pescatori che protestavano contro MOntecitorio e le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Bombe carta da una parte, manganellate dall'altra, forse anche a causa dell'indifferenza del governo.

Vergogna davanti Montecitorio, non solo per il ferimento di cinque pescatori che protestavano davanti alla sede del Parlamento per informare chi governa tutti gli italiani che molti dei provvedimenti presi nel corso di questi mesi (tra manovre correttive e decreti liberalizzazioni) rischiano di mettere definitivamente in ginocchio intere categorie di lavoratori, ma anche perché nessuna delegazione dell'esecutivo è scesa per parlare con loro. Era questo che i pescatori chiedevano, di essere ascoltati, mentre il governo Monti continua solamente a rassicurare l'Europa che si stanno prendendo "tutte le misure necessarie per porre fine ai blocchi".
Come racconta un manifestante alle telecamere di Agenzia Parlamentare (http://www.youtube.com/watch?&v=571pejbxQwQ), "il governo da mezzogiorno, l'una, le due, le tre, le cinque, la gente non c'è la fa più. Loro, Monti, quello che sia, devono scendere e fare subito un'assemblea perché qua viene una guerra. Se loro non si vogliono interessare significa che i pescatori devono morire, ma non morire con l'acqua e i pescherecchi, ma perché ci voglio ammazzare" (indicando gli agenti in assetto antisommossa, ndr).
E dopo aver atteso molte, troppe ore, davanti a Montecitorio che sarebbero cominciati i primi lanci di bombe carta da parte di alcuni manifestanti, stando a quanto riferiscono i cronisti sul posto, che avrebbe causato la reazione dei poliziotti, che hanno cercato di spingere i pescatori il più distante possibile dalla Camera.
Alla fine si conteranno cinque pescatori feriti, di cui due pare in maniera più seria, visto che uno è stato portato all'ospedale San Giovanni per una sospetta frattura ad una gamba ed un secondo al Santo Spirito, in codice verde.
Gli uomini della Questura di Roma hanno acquisito le immagini delle telecamere per chiarire la dinamica degli incidenti e per identificare gli autori del lancio di bombe carta, di cui pare cinque già individuati.
Un pescatore all'Agenzia Parlamentare racconta: "Ci hanno caricato, sta un ragazzo a terra, ma che stiamo scherzando, loro sono fratelli nostri, pure loro sono figli nostri (indicando gli agenti, ndr)" aggiungendo che all'uomo per terra "gli hanno dato una bastonata in fronte". Un altro manifestante aggiunge: "Lo hanno pestato con le mani alzate".
I pescatori protestano contro il caro gasolio e contro vari altri adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui controlli, a cominciare dalla licenza a punti entrata in vigore nel 2012, che comporta degli oneri troppo gravosi per il settore ormai in crisi da anni, come spiegano.
La protesta dei pescatori non è però iniziata ieri davanti Montecitorio, ma già nei giorni scorsi, con barche ferme in vari porti italiani dal Tirreno all'Adriatico. Nessuno però ha dato loro ascolto, e nemmeno spazio sui media, tanto che a Roma la delegazione dei pescatori si è presentata con tanto di giubotti di salvagente e cartelli rivolti a Monti con la scritta: "la tua manovra la fa Schettino". All'Europa, invece, slogan del tipo: "la Comunità Europea ci sta affondando".
Dopo ore di attesa, però, la tensione è salita, sfociando in immagini di violenza che un dialogo, quella vecchia concertazione che questo governo sembra aver dimenticato, avrebbe sicuramente evitato.
Dopo la carica dei poliziotti, piano piano i pescatori si sono spostati a piazza Venezia e a via dei Fori Imperiali, per poi lasciare Roma intorno alle 19.00, anche perché il pescatore salpa alle tre del mattino nella speranza, ormai, di coprire almeno i costi delle spese.
Sempre più italiani, infatti, lavorano giorno e notte, letteralmente, solamente per evitare di avere debiti e riuscire a pagare le tasse e le spese del proprio lavoro, se liberi professionisti. Una situazione che forse lascia sopravvivere l'uomo, ma non di certo vivere.

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