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No Monti Day 27 ottobre Roma: anche contro il "lato sinistro" di CGIL

La manifestazione No Monti Day del 27 ottobre a Roma, promossa dall'Unione Sindacale di Base ma che ha raccolto numerose adesioni, non è solo per protestare contro le politiche del governo tecnico e contro i partiti che l'appoggiano acriticamente ma anche, precisa l'USB, per dire "basta all'ambiguità e all'ipocrisia di posizioni sindacali", quali quelle di CGIL, CISL e UIL.

Mancano meno di 24 ore al No Monti Day, la manifestazione organizzata dall'Unione Sindacale di Base (USB) che chiama a raccolta tutti i cittadini stanchi del "Monti pensiero" a Piazza della Repubblica a Roma, alle ore 14:30 di sabato 27 ottobre 2012. Negli ultimi giorni sono cresciute le adesioni al No Monti Day, e al Comitato promotore, composto da tra gli altri dal Movimento No Tav della Valsusa, il Comitato No Debito, il Comitato Sisma 12 dei terremotati emiliani, i disabili del Comitato 16 novembre, Rete 28 aprile - Opposizione Cgil, Unione Sindacale di Base, Confederazione Cobas, Cib Unicobas, CUB Roma, USI Roma, USI Udine, Partito della Rifondazione Comunista, Rete dei comunisti, Sinistra Critica, Partito Comunista dei Lavoratori, Laboratorio politico Alternativa, Comunisti Uniti, Partito dei CARC, Comunisti - Sinistra popolare, Piattaforma Comunista, Libera.Tv, delegati Carbosulcis, Fincantieri, Fiat di Pomigliano, di Mirafiori, di Melfi, della Val di Sangro, SAME di Bergamo, Trenitalia, Wagon Lits, Almaviva, Vodafone, Telecom, Alitalia, Videocolor, Alenia, New Holland, dei Vigili del Fuoco, del Pubblico Impego, rappresentanti dei movimenti dei precari della scuola, degli inidonei, dei migranti, di vari movimenti ambientali e di difesa del territorio, hanno aderito alla manifestazione del 27 ottobre a Roma anche Guido Viale, economista ecologista, Lidia Menapace, femminista, Ciro Pesacane, Forum Ambientalista, Ugo Mattei, A.L.B.A., Vittorio Agnoletto, Alberto Lucarelli, assessore ai Beni Comuni e Democrazia partecipativa del comune di Napoli, che aggiunge la sua adesione a quella già giunta dal sindaco, Luigi De Magistris.

Ma la manifestazione a Roma del No Monty Day del 27 ottobre, come sottolinea l'USB, non è stata indetta però solo per protestare contro la politica di Mario Monti, Elsa Fornero, Corrado Passera e il loro governo tecnico e neanche solamente "contro quei partiti politici che 'rappresentano' il 90% di un Parlamento screditato e lontano dai problemi della gente normale e che da un anno appoggiano acriticamente il governo Monti". Il No Monti Day, infatti, è anche per dire "basta con l'ambiguità e l'ipocrisia di posizioni sindacali che parlano di diritti e di difesa del salario e poi consentono a Monti e Fornero di poter affermare in Europa che solo in Italia è stato possibile ottenere il peggioramento sostanziale delle pensioni, la cancellazione della contrattazione nazionale, la riduzione dei salari e la libertà di licenziare, senza un minuto di sciopero".

L'USB denuncia infatti che "il ruolo peggiore lo sta svolgendo proprio la CGIL" che si sarebbe "distinta nel coprire il lato sinistro del dissenso, cioè, nel gioco ipocrita di denunciare a parole e nell'agire poi in modo non difforme da CISL e UIL". Le critiche dell'USB coinvolgono anche la FIOM, sostenendo che "fino ad un anno fa, spinta più dall'arroganza di Sergio Marchionne che non da una reale modifica delle proprie posizioni, sembrava aver imboccato la strada dell'indipendenza nei confronti della CGIL e delle sue politiche concertative" mentre "da alcuni mesi ha abbandonato qualsiasi reale opposizione abbracciando nuovamente le logiche della propria confederazione, ricostruendo rapidamente uno stretto rapporto con Susanna Camusso". L'Unione Sindacale di Base ribadisce quindi come sia prima di tutto "necessario partire anche dal dato sindacale per caratterizzare il No Monti Day in senso sociale" in maniera tale da "fornire ai lavoratori una chiave di lettura diversa ed alternativa".

La partecipazione al No Monty Day del 27 ottobre dovrà servire quindi anche per dimostrare "che i lavoratori sono stanchi dei loro contratti al ribasso e delle loro svendite proprio ora che si apprestano a sottoscrivere l'ennesimo accordo sulla produttività che si tradurrà in nuovi sacrifici e aumento dell'orario e dei ritmi di lavoro", prosegue l'USB, che chiarisce: "Per noi il 27 ottobre 2012 non è soltanto il No Monti Day ma anche un NO CGIL-CISL-UIL Day dal quale partire per costruire il sindacato che serve ai lavoratori e buttare a mare quella concertazione e quella 'complicità' che hanno fatto del sindacato italiano il peggior sindacato europeo... e non solo!".

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