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Manifestazione Roma, Camusso: basta chiedere il permesso all'Europa

I sindacati (CGIL, CISL e UIL) sabato 16 giugno sono scesi in piazza, a Roma, per protestare contro le politiche economiche del governo Monti. Susanna Camusso: c'è bisogno di "cose concrete" senza "bisogno di chiedere il permesso all'Europa".

Sabato 16 giugno i sindacati (CGIL, CISL e UIL) sono scesi in piazza a Roma contro le politiche del governo Monti e per rivendicare "Il valore del lavoro", invitando l'esecutivo ad adottare "un'altra politica economica" come afferma dal palco di piazza del Popolo Susanna Camusso.
"Chi governa non sta facendo tutto il necessario e utile perché il paese esca dalla crisi" aggiunge il leader della Uil Luigi Angeletti, avvertendo che la manifestazione di sabto "è solo l'inizio".
"Nella Repubblica fondata sul lavoro - continua Angeletti - si sta distruggendo il lavoro", mentre la numero uno di Corso Italia ricorda come siano "quattro anni" che la CGIL sta avvertendo che l'Italia stava "entrando nel tunnel della crisi - sottolineando - un tempo infinito", e precisa: "Per cambiare l'agenda politica servono cose concrete".
"Nel decreto legge sullo sviluppo - osserva ancora Susanna Camusso - "non c'è la svolta che sarebbe necessaria al Paese", affermando come poi "la politica di rigore ha prodotto iniquità e non ha dato risposte al lavoro e allo sviluppo".
Nel mirino dei sidacalisti, naturalmente, anche Elsa Fornero e i conti che il ministro del Walfare ha fatto riguardo gli esodati, che Raffaele Bonanni della Cisl che tuona: "All'inizio si sono dette un sacco di bugie. I numeri il ministro Fornero li ha. Non dica chiacchiere. Si sono persi troppi mesi, spero nei prossimi giorni ci siano risposte, altrimenti faremo altre mobilitazioni".
Davanti ad una platea di circa 200mila persone, Luigi Angeletti sottolinea come "negli ultimi mesi abbiamo raggiunto un tasso di disoccupazione a due cifre, da più di quindici anni non succedeva. E aumentano anche i lavoratori in cassa integrazione - aggiungendo - Un governo tecnico non deve fare annunci e promesse, deve fare scelte e spiegarle dopo averle fatte. A forza di fare annunci sulla crescita siamo piombati nella recessione".
Il segretario della CGIL, quindi, avvisa il governo che è giunto il momento di mettere in campo "cose concrete" senza "bisogno di chiedere il permesso all'Europa".
Ma forse, a tal riguardo, bisognava muoversi prima, quando cioè il Presidente della Repubblica ha scelto, al posto dei cittadini, chi far governare questo Paese, con il placet dell'intera Unione Europa.

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