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Madonna e Crocifisso distrutti dagli "incappucciati". Offende tutti

Durante la giornata che doveva essere degli Indignati, gli "incappucciati" hanno preso in ostaggio Roma, distruggendo e incendiando qualsiasi cosa che attirasse l'attenzione o potesse essere usato come arma. Così anche un Crocifisso e una statua della Madonna sono stati distrutti. Ma la pace ha vinto.

Sabato a Roma, in occasione della pacifica invasione degli "Indignati", che cercano di far sterzare il futuro dell'Italia (e del Mondo) in luoghi che siano diversi dal baratro, si è vista una scena che invece sembrava proprio provenire da un abisso. Gli "incappucciati" come un "esercito del male", come già qualcuno li ha definiti, hanno sfilato all'interno del corteo pacifico, con gli Indignati che cercavano di fermarli, sempre pacificamente, ricevendo insulti, botte e ferite, anche molto gravi come è successo al militante di SEL. Questo manipolo di teppisti ha preso in ostaggio Roma, distruggendo ogni cosa che aveva intorno, dal selciato alle paline, dalle vetrine delle banche alle auto in sosta. Dato che Roma è la città della Cristianità, gli "incappucciati" hanno pensato bene di distruggere anche una statua della Madonna e un Crocifisso. Questi gesti vili contro dei simboli religiosi hanno offeso non solo la città di Roma, ma anche il sentimento religioso dei cristiani e di tutte le altre religioni, il cui rispetto è d'obbligo. Nella diretta di RaiNews 24, a cui va il merito di aver avuto degli inviati sul posto per seguire la manifestazione degli Indignati, si è potuta ascoltare a caldo la testimonianza di Don Walter Insero, Portavoce del Vicariato di Roma. "Siamo sconcertati, assistiamo proprio qui da San Giovanni, che è il cuore della diocesi di Roma, il Vicariato, la cattedrale del Papa" ha detto Don Insero a RaiNews proprio in quelle ore concitate. Don Walter Insero continua a raccontare con parole che descrivono bene ciò che oggi magari potrebbe sfuggire, nel vedere unicamente l'immagine della Madonna infranta sull'asfalto: "Abbiamo visto atti di grande violenza, che il cardinale vicario Agostino Vallini precisava che sono atti che feriscono anche la fede dei credenti di Roma, perché è stata profanata una chiesa all'incrocio tra via Merulana e via Labicana, la parrocchia di San Marcellino e Pietro". Il portavoce del Vicariato dice: "Fortunatamente questi giovani incappucciati non sono riusciti ad entrare nell'aula liturgica, nella chiesa, ma nelle sale parrocchiali. Hanno distrutto un crocifisso, hanno poi aperto un ingresso della casa dei sacerdoti e hanno preso la statua della Madonna che è stata distrutta e gettata in strada. Una scena veramente grave, che offende la fede dei credenti di Roma e offende un sentimento religioso di tutti i romani". Un fatto che dimostra quanto la violenza dei teppisti sia stata gratuita e feroce, ancor di più in una manifestazione che chiedeva pacificamente giustizia sociale. Ma la violenza non può e non deve vincere. L'unica rivoluzione possibile è quella pacifica, dove l'amore, il rispetto, la tolleranza e la comprensione sono le uniche "armi" consentite. E in mezzo alla battaglia di San Giovanni, Don Walter Insero fa intravedere un raggio di sole: "Abbiamo anche visto ed aiutato alcuni manifestanti pacifici che volevano entrare e passare attraverso i giardini del Vicariato e poi fatti uscire dal lato dell'Università lateranense, proprio per metterli a riparo".

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