le notizie che fanno testo, dal 2010

Indignati: a Roma 2 mln di danni. E si pensa già di limitare i cortei

La guerriglia a Roma, da parte dei cosiddetti "black bloc" che hanno impedito il normale svolgimento del corteo degli "indiganti", avrebbe causato circa 2 milioni di euro di danni, oltre che un centinaio di feriti. E si propone già di mettere dei limiti ai cortei nella capitale.

La guerriglia di sabato 15 ottobre a Roma si è conclusa con almeno 2 milioni di euro di danni. E' questa la stima, che sembra ancora provvisoria, resa nota dal sindaco della capitale Gianni Alemanno e dalla Confcommercio di Roma. "Crediamo che la città abbia subito almeno un milione di euro di danni, sia per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, sia gli interventi per ripulire la città che per i danni materiali al selciato - spiega Alemanno - Sono stati trovati 20 metri cubi di sampietrini divelti e staccati per farne proiettili". "Negozi saccheggiati, vetrine infrante, turisti incastrati negli alberghi con teppisti fuori. La stima dei danni a Roma è di poco inferiore al milione di euro. E' stata messa in atto una vera devastazione" aggiunge Giuseppe Roscioli della Confcommercio romana. Rimane la perlessità in merito a come sia potuto accadere che un gruppo, seppur bene organizzato ma piùttosto esiguo, sia riuscito a mettere a ferro e fuoco il centro di una metropoli. Le forze dell'ordine, a cui va il plauso di tutte le istituzioni politiche, fanno presente che ormai, a causa dei continui tagli, il sistema di sicurezza è un colabrodo, con agenti over 50 sulle strade perché non c'è ricambio generazionale nelle caserme e nelle questure. Il SIULP, in una nota, evidenzia invece come "la sottovalutazione dell'evento da parte del Ministro dell'Interno (che pare si trovasse a Varese...) e la strategia messa in campo hanno concorso al fallimento che è sotto gli occhi di tutti". Roberto Maroni annuncia che martedì alla Camera illustrerà "le iniziative" che intende "assumere per evitare che quanto accaduto possa tornare a ripetersi in futuro". Attenti osservatori fanno però già notare che il problema della sicurezza, e delle forze dell'ordine, è lo stesso di tutte le altre categorie di lavoratori e cittadini, e cioè quel lento declino che ha portato il Paese in piena recessione, costretta a tagliare spesa pubblica e ad aumentare le tasse per pagare dei debiti creati dalla finanza. L'unica iniziativa possibile risiede, osservano già in molti, nell'investimento di risorse, non solo per far ripartire l'economia ma anche la società civile. E invece in queste ultime ore, oltre che ad indiscrezioni che vorrebbero tagli per 60 milioni di euro per Carabinieri e Polizia inseriti nel ddl stabilità, si parla già di "regolamentare le forme di protesta", magari vietando manifestazioni in determinate zone della città. Difficile credere, commenta però già qualcuno, che i cosiddetti "black bloc" o "neri" o "incappucciati" rispetterebbero davvero le "zone rosse", mentre sarebbero i "normali" cittadini a perdere, ulteriormente, un'altra porzione di diritti.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: