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Indignados in Spagna non si fermano. In Italia prove di rivolta

Il movimento dei "los indignados" non accenna a fermarsi, e la splendida esperienza di Puerta del Sol vuole contagiare tutta Europa. In Italia ci si prova con coraggio e determinazione, anche se gli ostacoli, a partire dal tubo catodico (ora LCD), sono davvero enormi.

Los indignados, ovvero il "Movimiento 15-M" (Movimento 15 Maggio, giorno in cui è iniziato) continua a lottare in tutta la Spagna con la sua pacifica occupazione delle piazze. Il simbolo della rivolta nonviolenta è chiaramente la Puerta del Sol, in pieno centro a Madrid. I reportage su questi giovani che hanno trasformato la piazza madrilena in una sorta di Piazza Tahrir, sono commoventi. Impressionante l'auto-organizzazione con i ragazzi che hanno pensato a tutto, da una mensa di fortuna all'asilo nido, da un'area dormitorio ai turni per la pulizia della piazza, cose che non si vedevano più nemmeno nei campi scout (almeno senza ordini precisi, ovviamente). A Puerta del Sol sembra regnare poi un'atmosfera perduta, dove la solidarietà, anche della popolazione di Madrid, si fa sentire con gli aiuti più disparati. Si va da un ristorante che ha offerto 300 pasti gratis, a una signora che ha offerto centinaia di "churros", ad una azienda che ha regalato due bagni chimici, a gente che gira con i vassoi offrendo cibo, a gruppi di musicisti che offrono l'animazione. Ma quello che fa più impressione è la partecipazione della gente. Migliaia e migliaia di persone, senza alcun incidente, anche se il Movimiento 15-M ha messo su anche una infermeria tra le tende. La polizia se ne sta buona, dimessa, pacifica e senza dare nell'occhio. Ma in Italia? Pochi giorni fa abbiamo segnalato immediatamente l'appello di Anonymous che "passava la voce" sull' Italian Revolution e titolavamo "Spagna: giovani 'indignados' in piazza. Da oggi la rivolta è in Italia" (http://is.gd/0y3Ad5) quando "oggi" era venerdì 20 Maggio. Nello stesso articolo però si segnalavano i dubbi sull'attecchimento della "rivolta" in Italia vista la condizione difficilissima che vive il nostro Paese per il noto "imballamento" (in senso motoristico) generazionale. Potrà lo "zoccolo duro" di sparuti "indignados" italiani trascinare in piazza i coetanei che lavorano perché raccomandati, che sono felici e realizzati per appartenere ad una famiglia che "conticchia", che non possono pemettersi per mille compromessi di scendere in piazza, che soprattutto non "glienefreganiente" perché completamente catodici? E soprattutto potranno smentire una volta per tutte il ritratto del "ribelle italiano" disegnato a pennello dal monumentale Freak Antoni degli Skiantos? Nell'articolo citavamo proprio "Sono un ribelle mamma" che racconta la telefonata del "ribelle" alla mamma: "Ci vediamo, torna pure a letto / domani arrivo, okay te lo prometto / e per favore stira la maglietta / c'è un concerto, mi serve quella rotta" (youtube.com/watch?v=MPxfWOqiCKs - "Sono Un Ribelle Mamma" da "Non C'è Gusto In Italia Ad Essere Intelligenti" del 1987). Per ora in piazza la "rivoluzione italiana" è partita sempre grazie "agli stessi", quell'eccezione coraggiosa che conferma la regola. Ovviamente l'"Italian Revolution" ha una pagina Facebook (facebook.com/italianrevolution) e conta quasi 15mila amici. Il sogno è ovviamente quello che si legge in un post di Riccardo Altiero: "basta piccoli gruppi con dei lider contro problemi marginali, un unico grande gruppo che mira alla radice dei mali, uniti da un obbiettivo conune senza bandiere politiche senza odii ma con una saggia e pacata chiarezza,siii mi pacee! che boccate di aria buona:)) dai questo trabocca non si ferma!". Intanto Anonymous (http://is.gd/CLdGso) in un suo post invita all'azione: "E' arrivato il momento di 'Italian Revolution'. Lottare contro i potenti, anche tu puoi contribuire!!". Ma è davvero possibile in Italia una rivoluzione giovanile popolare come quella di Puerta del Sol? Quando ci sarà Piazza del Popolo a Roma con gli accampamenti spontanei, con la polizia pacifica e defilata, con i ristoratori che regalano porchetta e cornetti, con la gente che arriverà fino alla fine di via del Corso, allora si potrà finalmente dire che la rivolta ha attecchito anche nella Terra dei Cachi.

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