le notizie che fanno testo, dal 2010

Er pelliccia: "sono in guerra con qualcuno ma non so con chi"

Arrestato il ragazzo con l'estitore immortalato durante gli scontri avvenuti a Roma il 15 ottobre, che hanno fermato la manifestazione degli indignati. E' soprannominato "er pelliccia", ed è "in guerra con qualcuno" ma non sa con chi.

Sono in guerra con qualcuno ma non so con chi in realtà". Questa sarebbe una delle frasi scritte sul suo profilo di Facebook, un diario ancor più "a cielo aperto" quando l'utente del social network diviene protagonista di un fatto di cronaca, come il 24 F. F., soprannominato "er pelliccia", arrestato con l'accusa di essere tra coloro che sabato 15 ottobre hanno messo a ferro e fuoco molte vie del centro di Roma. Tra le foto "simbolo" della devastazione avvenuta nella Capitale figura infatti quella di un ragazzo che, a San Giovanni, lancia un estintore contro le forze dell'ordine (e i giornalisti pronti ad immortalarlo) mentre affianco brucia una automobile. Bastano poche ore per risalire all'identità del ragazzo, non solo grazie ad un tatuaggio sulla schiena che lo "identifica" ma anche perché sembra che i suoi genitori abbiano collaborato con la polizia dopo averlo riconosciuto vedendo le foto sui giornali. Appena fermato F. avrebbe provato a giustificarsi spiegando di aver "usato l'estintore per spegnere l'incendio", ma è plausibile che questa versione non sia rimasta in piedi per non più di qualche secondo. Come riporta poi il padre, F. avrebbe in seguito ammesso: "Sono pentito ma non sono un black bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti", come riporta l'Ansa. Il procuratore aggiunto di Roma Pietro Saviotti, intervistato dal Sole 24 Ore, spiega che le "tattiche di scontro urbano" sarebbero state "premeditate e preparate prima", perché "l'organizzazione, i comportamenti, il modo di confondersi col resto del corteo vanno in questa direzione - aggiungendo - E' certamente una cosa studiata il fatto che, a un certo punto della manifestazione, i violenti rientrino nel corteo togliendosi contemporaneamente, tutti insieme, caschi e felpe nere". Ma la domanda che si pongono già diversi osservatori non è più "come è stato possibile" ma "per quale motivo" è andata in scena questa distruzione. I più maliziosi, quelli che qualcuno chiama anche "complottisti", ipotizzano anche che questo scontro possa essere servito per poter, in futuro, stringere maggiormente le maglie nei confronti di alcuni motivi di protesta. Qualunque sia la spiegazione (sempre che ve ne sia una), potrebbe però essere ipotizzabile la "strumentalizzazione" di una generazione che, appunto, si sente di essere "in guerra" ma non capisce quale sia il nemico, forse anche a causa di quella progressiva perdita di valori che rende più difficile riconoscere la differenza tra bene e male. E che porta un 24enne a farsi fotografare mentre lancia verso delle persone un estintore di 5 Kg, come se invece quello fosse un gesto eroico e da immortalare.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: