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Voto di scambio, Libera: riduzione pene è errore, governo corregga

Dopo l'approvazione definitiva al ddl sul voto di scambio politico mafioso, che va a modificare l'articolo 416ter del codice penale, Libera chiarisce che la nuova legge rappresenta "una buona notizia", cioè l'inserimento delle parole "altra utilità" ma anche un "errore da correggere, quello della riduzione delle pene".

Dopo l'approvazione definitiva al ddl sul voto di scambio politico mafioso, che va a modificare l'articolo 416ter del codice penale, l'Ufficio presidenza di Libera in una nota chiarisce che la nuova legge, che sarà applicata già alle elezioni europee del 25 maggio 2014, "contiene una buona notizia e un errore da correggere". Libera specifica: "La buona notizia è l'inserimento, dopo un iter tormentato, delle due parole 'altra utilità', che colpiscono al cuore il voto di scambio politico mafioso, finora limitato all'erogazione di denaro. Una riforma sostenuta da oltre 475mila cittadini che hanno firmato la petizione della campagna Riparte il futuro, promossa da Libera e Gruppo Abele. Grazie a queste due parole si potrà contrastare in maniera più efficace il 'mercato dei voti0, venduti e comprati in cambio di favori, a partire dalle prossime elezioni di maggio, europee e soprattutto amministrative".

LIbera però chiarisce anche: "L'errore, su cui Libera ha espresso fin da subito le sue perplessità, è quello della riduzione delle pene, che vanno inserite, invece, in un più generale inasprimento di tutti i reati di mafia, a partire dal 416 bis, oggi sanzionato con condanne inferiori a quelle previste per l'associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. L'auspicio, già sotttolineato prima del voto di oggi a Palazzo Madama, è che il governo intervenga quanto prima, come suggerito dalla Commissione Garofoli, perché siano previste per i reati di mafia sanzioni più severe ed efficaci, nel rispetto del principio della proporzionalità della pena".

Libera aggiunge quindi che l'approvazione della legge rappresenta comunque "solo di un primo passo, anche se importante, e di un doveroso atto politico di trasparenza e bonifica delle istituzioni democratiche. Reati diffusi al punto da diventare costume, chiedono non solo leggi all'altezza ma l'impegno di tutti noi a volerle e sostenerle attraverso le scelte e i comportamenti quotidiani. - concludendo - E' necessario a questo punto, fare un ulteriore scatto e arrivare prima possibile, a una più generale legge sulla corruzione dotata di quelle misure (confisca dei beni ai corrotti; pene adeguate per 'reati civetta' come il falso in bilancio, la disciplina sulla prescrizione, l'autoriciclaggio, l'evasione fiscale) per rendere il nostro Paese una comunità dove l'interesse economico coincida finalmente con l'interesse sociale, con la dignità e la libertà di tutti".

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