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Totò Riina assolto per omicidio Mauro De Mauro. Depistaggi dello Stato?

Totò Riina è stato assolto dall'accusa di sequestro e omicidio del giornalista de "L'Ora" (quotidiano palermitano), Mauro De Mauro, rapito il 16 settembre 1970. E la figlia si chiede: "E se i depistaggi su mio padre fossero dello Stato?".

"E se i depistaggi su mio padre fossero dello Stato?". E' questa la domanda che si pone Franca De Mauro, la figlia del giornalista de "L'Ora" (quotidiano palermitano), Mauro De Mauro, rapito il 16 settembre 1970, dopo che i giudici della Corte d'Assise di Palermo hanno assolto il boss mafioso Totò Riina accusato per il sequestro e l'omicidio del giornalista, unico imputato. "Sono molto turbata per l'assoluzione di Riina - aggiunge Franca De Mauro - Ma d'altronde in Italia sono tanti i misteri di Stato...". E quello di Mauro De Mauro è un mistero lungo 41 anni, rapito e mai più ritrovato. Diverse le piste di indagini: inizialmente, i carabinieri, guidati da Carlo Alberto Dalla Chiesa, erano convinti che Mauro De Mauro era stato eliminato dalla mafia, mentre per la polizia, guidata da Boris Giuliano, la sparizione era legata al fatto che il giornalista si stava interessando al caso Mattei. Fatto sta che anni dopo sia Dalla Chiesa che Giuliano caddero per mano della mafia, e se da una parte Tommaso Buscetta, interrogato dai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, 15 anni dopo la morte del giornalista, parlava di Mauro De Mauro come di "un cadavere che camminava", dall'altra in un cassetto della scrivania del giornalista a "L'Ora" fu trovato un taccuino con appunti sulla morte di Enrico Mattei, presidente dell'ENI (anch'essa ancora avvolta nel mistero). Ma la sua scomparsa va addirittura ad intrecciarsi con la vicenda del golpe Borghese. Che Mauro De Mauro si occupasse di inchieste scomode è quindi evidente, tanto che anche Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo Vito Ciancimino, sosterrebbe che "De Mauro sarebbe stato ucciso su 'input istituzionali', di apparati dello Stato", come riporta anche Wikipedia. Le motivazioni che hanno portato all'assoluzione di Totò Riina, anche se con formula dubitativa, saranno depositate entro 90 giorni, ma il fatto che i giudici "abbiano citato Lupis e Contrada apre uno spiraglio di non indifferenza nella vicenda di mio padre", conclude la figlia di De Mauro. La Corte d'Assise di Palermo ha infatti "trasmesso gli atti al pm perché proceda per falsa testimonianza nei confronti di alcuni dei testimoni ascoltati durante il processo. In particolare dell'ex 007 Bruno Contrada, che sta scontando una pena a 10 anni per mafia e dell'avvocato Giuseppe Lupis. Stesso provvedimento per i giornalisti Pietro Zullino e Paolo Pietroni", come riporta l'Adnkronos.

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