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Rai Storia: stasera in tv 25 agosto a Italiani Leonardo Sciascia e la mafia

"È stato il primo a raccontare cos'era la mafia e ha anche proposto come combatterla e sconfiggerla, senza mai dimenticare il valore della giustizia e della libertà, senza mai arrendersi all'arroganza del potere. A Leonardo Sciascia è dedicato lo speciale 'Se la memoria ha futuro' proposto da 'Italiani', con Paolo Mieli, in onda martedì 25 agosto alle 21.30 su Rai Storia", viene rivelato in una nota la Rai.

"È stato il primo a raccontare cos'era la mafia e ha anche proposto come combatterla e sconfiggerla, senza mai dimenticare il valore della giustizia e della libertà, senza mai arrendersi all'arroganza del potere. A Leonardo Sciascia, uno dei più importanti intellettuali europei del Novecento, è dedicato lo speciale 'Se la memoria ha futuro' proposto da 'Italiani', con Paolo Mieli, in onda martedì 25 agosto alle 21.30 su Rai Storia" rivela in una nota la tv pubblica.
"Il documentario ripercorre la sua storia - viene evidenziato dunque -, dagli anni del fascismo al dopoguerra, dai primi romanzi che raccontano la mafia agli italiani agli editoriali corrosivi e scomodi del 'Corriere della sera', fino alle polemiche sull'antimafia e alle grandi battaglie intellettuali per una giustizia 'giusta'. 'La mafia si combatte non con la tensione delle sirene, dei cortei e della terribilità."
Si informa inoltre: "'La mafia si combatte col diritto' scriveva Sciascia negli anni della reazione del Paese all'offensiva scatenata dalla mafia tra il 1978 e il 1983, preoccupato di difendere i principi democratici più importanti, quelli su cui si fonda lo Stato, e di non sacrificarli all'emergenza."
"Parole spiazzanti e controcorrente che paiono demolire i miti che lui stesso aveva contribuito a creare. Uno di questi è il carabiniere protagonista del celebre racconto 'Il Giorno della Civetta' che tanto assomigliava al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, l'ufficiale incorruttibile arrivato dal nord per sconfiggere Cosa Nostra e ucciso in un agguato mafioso nel settembre 1982" si prosegue.
"Sciascia è stato un narratore capace di anticipare nella finzione - si ragguaglia in conclusione del comunicato -, la logica spietata del crimine, un intellettuale lucido, intento a coltivare un senso più profondo della giustizia, contro ogni ipocrisia del potere. Ma anche un politico tenace, scomodo, deciso a impegnarsi in prima persona per far chiarezza sulle vicende oscure della storia."

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