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Attentato scuola Brindisi: Sacra Corona Unita voleva colpire Mesagne?

Forse dietro l'attentato alla scuola di Brindisi intitolata a Morvillo Falcone ci potrebbe essere un "atto mirato" contro Mesagne ad opera della Sacra Corona Unita.

La bomba piazzata nei pressi della scuola Morvillo Falcone a Brindisi è stato un attentato della mafia perché il 23 maggio cadrà il ventennale della strage di Capaci, o è stato un atto con alle spalle un altro movente? Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri precisa che al momento non è possibile sostenere che dietro il vigliacco attentato ci sia una pista mafiosa, mentre il procuratore della direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, sembra addirittura propenso ad escluderlo.
Ma se la mafia potrebbe non essere coinvolta, diverso sembra essere il discorso inerente la criminalità organizzata locale. Una ipotesi al vaglio è che l'attentato possa essere un messaggio della Sacra Corona Unita (che poi è sempre un'organizzazione mafiosa) che ha il suo centro in Puglia.
Forse a dover essere colpita non solo la scuola, ma soprattutto la comunità di Mesagne, di cui era originaria Melissa Bassi, la studentessa di 16 anni rimasta uccisa nell'esplosione, ma anche Veronica Capodieci, rimasta gravemente ferita e sottoposta ad un delicato intervento chirurgico.
L'ordigno esplosivo, confezionnato con tre bombole di gpl e sistemato su un muro dietro un cassonetto della spazzatura davanti ad un cancello della scuola professionale Falcone Morvillo, potrebbe essere infatti essere collegato a una serie di episodi avvenuti nella zona di Mesagne nei giorni scorsi.
Nella notte tra l'1 e il 2 maggio a Mesagne, infatti, c'è stato un attentato ai danni del presidente della locale associazione antiracket, Fabio Marini, a cui è stata piazzata una bomba nell'auto che è andata completamente distrutta.
Nella notte tra l'8 e il 9 di maggio, sempre a Mesagne, si è compiuta invece un'operazione della polizia, sembra basata sulle dichiarazioni di un pentito, che ha portato all'arresto di 16 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere con finalità mafiose, droga ed estorsione, tutti a quanto pare esponenti della Sacra Corona Unita.
Il 19 maggio, infine, la bomba esplosa davanti alla scuola Morvillo Falcone ma piazzata nei pressi della fermata dell'autobus che porta gli studenti da Mesagne a Brindisi.
"Mesagne è un territorio difficile, lo diciamo da tempo, ma questa è una tragedia assurda, che nessuno poteva prevedere" spiega Alessandro Leo, presidente della cooperativa Terre di Puglia, che gestisce i beni confiscati in provincia di Brindisi. Davanti al luogo dove si è compiuto l'attentato Leo sottolinea: "E'un attacco fuori da ogni tipo di standard locale, se si tratta di criminalità organizzata siamo di fronte a dei pazzi senza scrupoli".
Alessandro Leo non esclude che l'attentato possa essere un "atto mirato" contro Mesagne, rivelando infine che "il padre di due ragazze ferite (tre sono in prognosi riservata, ndr), di cui una molto grave (cioè Veronica, l'amica di Melissa Bassi), il signor Capodieci ha eseguito lavori di scavo nei terreni che Libera coltiva a Mesagne".
Fa ancora più riflettere se a questo si aggiunge che la Carovana antimafie il 19 maggio fa tappa a Brindisi e il giorno dopo "doveva arrivare a Mesagne", come sottolinea Fabio Marini, il presidente dell'associazione antiracket di Mesagne vittima dell'attentato dei giorni scorsi, intervistato da repubblica.it (http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/05/19/news/intervista-35449680/), che ipotizza che forse all'origine di tutta questa violenza ci potrebbe essere il fatto che "i clan si sentono accerchiati" perché "da una parte c'è l'attività della magistrutura e delle forze di polizia, dall'altra c'è una coscienza civica che si sta sempre più risvegliando" visto che "c'è un gruppo di associazioni che agisce in sinergia e fa sempre più proseliti per diffondere la cultura della legalità e per ribellarsi ai soprusi, al racket, alle violenze".

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