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Agguato Antoci, sindaco Cesarò: non è la mafia. Lumia: i nomi li faccio io, Pruiti e Catanese

Dopo l'agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, il sindaco di Cesarò Salvatore Calì sostiene che parlare di mafia in questo caso è "troppo" affermando che invece "si tratta di delinquenza locale". "Aiuto io il sindaco di Cesarò a fare i nomi dei boss del suo paese: Pruiti e Catanese" dichiara quindi Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia.

Dopo l'agguato al presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci, il sindaco di Cesarò Salvatore Calì sostiene che parlare di mafia in questo caso è "troppo" affermando che invece "si tratta di delinquenza locale". Come dichiara al sito online 98zero.com, Calì assicura infatti: "Anche se Cesarò è un territorio ricchissimo in tutto e per tutto, sia a livello agricolo che zootecnico, non c'è tutto quell'interesse che potrebbe far gola alla mafia, alla delinquenza, di migliorarsi, di incrementarsi. Io non lo credo affatto".

Non si è fatta attendere la risposta del senatore del PD Giuseppe Lumia, componente della Commissione antimafia, che in una nota afferma: "Capisco la paura e spero che non sia altro, ma la reazione 'la mafia non esiste' è la più dannosa. Chi ama la propria comunità deve assumersi la responsabilità di guidare la lotta alla mafia, né può negare né tantomeno colludere. - aggiungendo - Aiuto io, pertanto, il sindaco di Cesarò a fare i nomi dei boss del suo paese: Pruiti e Catanese. Inoltre, gli invierò ancora una volta la mia interrogazione dove sono indicati tutti i boss e gli affari in cui sono coinvolti, in modo tale che la si smetta da un lato di dare solidarietà ad Antoci e dall'altro di assumere atteggiamenti ambigui e codardi".

Lumia ricorda quindi: "I nomi e cognomi a Cesarò li abbiamo fatti due anni fa, quando al sindaco fu bruciata l'automobile, in una sala piena di cittadini. In quella sede, col presidente del Parco dei Nebrodi e tutti i rappresentanti delle istituzioni locali, assumemmo l'impegno di togliere i terreni ai mafiosi e di destinarli ai cittadini onesti". L'esponente dem sottolinea quindi: "Svegliarsi all'indomani dell'agguato ad Antoci e sminuire l'accaduto non è quello che ci si aspetta da un sindaco. Non è questo un comportamento da sindaco e da cittadino siciliano che vuole dare il proprio contributo per liberare il proprio territorio dalla mafia. Spero che anche altri sindaci non facciano lo stesso errore, come invece pare che stia accadendo".

"La strada da compiere è un'altra, - chiarisce infine il parlamentare - quella della piena condivisione di questa sfida, sostenendo l'attività delle forze dell'ordine e della magistratura per costruire percorsi concreti di legalità e sviluppo".

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