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Manovra: Berlusconi ritira norma "ad aziendam", ma "giusta e doverosa"

Alla fine Silvio Berlusconi annuncia che è stata ritirata quella norma già da più parti ribattezzata "ad aziendam", perché ne avrebbe potuto benediciare anche la Fininvest in merito alla vertenza sul lodo Mondadori. Ma il premier la ritiene comunque "giusta e doverosa".

Silvio Berlusconi alla fine ritira dalla manovra correttiva quella norma che già da più parti era stata definita "ad aziendam", anche se nella nota di Palazzo Chigi il premier sottolinea quanto in realtà fosse "giusta e doverosa". La norma in questione (Lodo Mondadori: nella manovra "norma di favore per i grandi debitori - http://is.gd/OxFdJp) andava infatti a modificare il codice di procedura civile, stabilendo che in caso di condanne in primo grado superiori a 10 milioni di euro e in appello superiori a 20 milioni il giudice era obbligato a sospendere il risarcimento, fino alla sentenza definitiva della Cassazione, "se la parte istante presta idonea cauzione". Lo scontro politico nasce principalmente per il fatto che tra pochi giorni, probabilmente già sabato 9 luglio, la Corte di Appello di Milano deciderà se confermare o meno la sentenza di primo grado della vertenza ormai conosciuta come lodo Mondadori, che prevede da parte di Fininvest un risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti di circa 750 milioni di euro. Inoltre diversi giuristi, tra cui Giuseppe Maria Berruti (giudice della Prima sezione civile della Corte di Cassazione) avvertivano che questa in realtà sarebbe stata soprattutto una norma "di favore per i grandi debitori". Nella nota Silvio Berlusconi spiega che la decisione di ritirare la norma è stata presa sostanzialmente per il fatto che "le opposizioni hanno promosso una nuova crociata contro questa norma pensando che, tra migliaia di potenziali destinatari, si potrebbe applicare anche a una società del mio gruppo". Il premier però si dice certo del fatto che "la Corte d'Appello di Milano non potrà che annullare una sentenza di primo grado assolutamente infondata e profondamente ingiusta" aggiungendo che "il contrario costituirebbe un'assurda e incredibile negazione di principi giuridici fondamentali". In realtà, pare che l'inserimento della norma sia stato davvero "a sorpresa", anche per alcuni esponenti della maggioranza, sembra addirittura per il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ieri mattina ha annullato all'ultimo minuto la conferenza stampa dei ministri sulla manovra economica, ufficialmente per il brutto tempo che imperversava su Roma. Quel che sembra certo è che, per esempio, il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti leghista Roberto Castelli non era al corrente di questa nuova norma, tanto che interpellato spiega: "Confermo: non c'era nella bozza che ho visto io, alla vigilia del Consiglio dei ministri". Castelli ammette che la Lega Nord avrebbe infatti reagito "con sorpresa", concludendo che comunque ormai "la questione è chiusa e che la manovra cambia di continuo" perché in "perenne working in progress". E se da una parte Pier Luigi Bersani del PD afferma che Berlusconi "ci ha provato", Antonio Di Pietro sostiene come sia ""gravissimo che al governo vi siano delle persone che arrivano fino al punto di cambiare materialmente un documento indirizzato al presidente della Repubblica - aggiungendo - E' un attentato alla democrazia e allo Stato di diritto". E se Angelo Bonelli dei Verdi afferma che "il tentativo di inserire in una manovra lacrime e sangue l'ennesima norma ad personam, lascia semplicemente senza parole: il governo dovrebbe solo vergognarsi", Nichi Vendola di Sel conclude con una battuta: "E' una manovra con infamia... e senza lodo".

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