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Lodo Mondadori: nella manovra "norma di favore per i grandi debitori

Nella manovra è stata inserita una norma che da più parti viene considerata "ad personam" ma anche "di favore per i grandi debitori", perché rischia di sospendere il risarcimento che Fininvest dovrebbe dare a Cir.

E' davvero incredibile quello che sta succedendo in queste ore. Ecco quali sono le vere priorità di un governo che ha tagliato la spesa sociale, ha imposto i ticket sanitari, ha fatto tagli senza precedenti al trasporto pubblico e ha affrontato le rinnovabili: fermare il risarcimento per il lodo Mondadori". E' così che Angelo Bonelli, leader dei Verdi, giudica quella che lui stesso, come molti altri esponenti politici di destra e di sinistra, definisce l'ennesima "legge ad personam" di Silvio Berlusconi. A pochissimi giorni dalla sentenza di Appello di Milano (prevista per sabato 9 luglio) che deciderà se confermare o meno quella di primo grado sul lodo Mondadori, che ha condannato nel 2009 la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti di circa 750 milioni di euro, ecco che nella manovra "spunta" una modifica al codice di procedura civile che potrebbe sospendere tale risarcimento fino alla sentenza definitiva della Cassazione. Nel testo infatti, che è stato già inviato al Quirinale, è stata introdotta alla fine dell'articolo 37 recante "Disposizioni per l'efficienza del sistema giudiziario e la celere definizione delle controversie" una disposizione che obbliga il giudice a sospendere l'esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 10 milioni di euro in primo grado e ai 20 milioni di euro in appello "se la parte istante presta idonea cauzione". Da Italo Bocchino (Fli) a Pier Luigi Bersani (PD), una buona parte del mondo politico considera tale norma come un "grave atto del governo", ma sulla questione interviene anche l'Anm con Luca Palamara che sottolinea come la norma, se confermata, non solo non ha "nulla ha a che vedere con il tema dell'efficienza del processo civile" ma che "determinerebbe una iniqua disparità di trattemento e che sarebbe, quindi, incostituzionale". Anche un giudice della Prima sezione civile della Corte di Cassazione, Giuseppe Maria Berruti, spiega all'Ansa che tale norma "di favore per i grandi debitori" è "destinata a produrre guasti irreparabili", evidenziando che rischia di mettere "in discussione la stessa credibilità del processo civile, che trova il suo fondamento nel fatto che le sue pronunce di appello sono immediatamente esecutive". Il problema, infatti, come sottolinea il giudice Berruti, è che tale provvedimento non toccherà solo Silvio Berlusconi, ma anche "i grandi debitori, come le amministrazioni che non pagano i grandi appalti , le imprese altamente insolventi verso miriadi di consumatori e così via". Ora la parola, sull'intera manovra (che è ricca di critiche anche in merito ad altri provvedimenti) passa al Capo dello Stato che, stando a fonti del Quirinale, assicura una "attenta e rigorosa valutazione".

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