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Lodo Mondadori, Marina Berlusconi: i 560 mln per Cir sono "esproprio"

La Fininvest è stata condannata dalla seconda sezione civile della Corte d'Appello di Milano a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti di 560 milioni di euro, in merito alla cosiddetta vicenda sul lodo Mondadori. Per i giudici Silvio Berlusconi sarebbe "corresponsabile della vicenda corruttiva".

La Fininvest è stata condannata dalla seconda sezione civile della Corte d'Appello di Milano a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti di 560 milioni di euro (540 più gli interessi legali a partire dalla data del deposito della sentenza di primo grado). E' questo il maxi risarcimento in merito alla vicenda giudiziaria iniziata 20 anni fa sul lodo Mondadori. In una nota la Cir sottolinea che la sentenza di appello sul Lodo Mondadori "conferma ancora una volta che nel 1991 la Mondadori fu sottratta alla Cir mediante la corruzione del giudice Vittorio Metta, organizzata per conto e nell'interesse di Fininvest". I giudici della Corte d'Appello sottolineano inoltre che Silvio Berlusconi (prosciolto per prescrizione dalla vicenda penale riguardande sempre il lodo Mondadori) sarebbe "corresponsabile della vicenda corruttiva", in poche parole perché "non poteva non sapere". La Fininvest annuncia che farà ricorso in Cassazione e Niccolò Ghedini si dice certo che la Suprema Corte annullerà questa sentenza che va "contro ogni logica processuale e fattuale". In linea teorica la famiglia De Benedetti potrebbe incassare questo maxi risarcimento già nei prossimi giorni, anche se la Fininvest potrebbe chiedere di sospendere l'esecuzione del provvedimento dimostrando che ciò potrebbe essere "un grave e irreparabile danno". In realtà la figlia del premier, Marina Berlusconi, ha già dichiarato: "Neppure un euro è dovuto da parte nostra, siamo di fronte ad un esproprio che non trova alcun fondamento nella realtà dei fatti né nelle regole del diritto". Marina Berlusconi aggiunge anche: "Questa è una sentenza che suona anche come un'amara sconfitta per la giustizia, per quanti continuano a credere che esista, che debba esistere, una giustizia imparziale e giusta. E' una sentenza che rappresenta l'ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico. E' indiscutibile che questo attacco abbia come principali protagonisti una parte della magistratura (e della magistratura milanese in particolare) e il gruppo editoriale che fa capo a Carlo De Benedetti". Parole che non sono piaciute in particolare ad Ettore Rosato, esponente dell'Ufficio di presidenza del Gruppo del PD alla Camera, che sottolinea come le dichiarazioni di Marina Berlusconi "sfiorano l'eversione e si pongono pericolosamente fuori dalla legalità". E se per Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri questa è una "sentenza dal sapore politico", Maurizio Lupi afferma invece che questa sentenza è "solo un'appendice della guerra che da anni la sinistra italiana va combattendo contro Silvio Berlusconi - aggiungendo - In qualsiasi Paese una sentenza che intima al leader di maggioranza di risarcire il vero leader dell'opposizione (De Benedetti ha la tessera n. 1 del PD) avrebbe suscitato unanime condanna e seri dubbi su un evidente conflitto di interessi. Ma si sa che per i compagni del PD il conflitto d'interesse riguarda solo il presidente Berlusconi". E' però la nota della Cir ad evidenziare che "il contenzioso giudiziario sul Lodo Mondadori, relativo a fatti avvenuti oltre venti anni fa, riguarda una storia imprenditoriale ed è completamente estraneo all'attualità politica", come a ricordare che nel 1991 non c'era stata ancora la famosa "discesa in campo" di Silvio Berlusconi. E mentre il segretario politico del Pdl Angelino Alfano si dice certo "che questo episodio non toglierà al premier la serenità necessaria per governare" nessuna dichiarazione è stata rilasciata ancora dal Capo del governo.

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