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Fininvest-Cir: giallo su emendamento anti-Mesiano

Donatella Ferranti, responsabile del PD in Commissione Giustizia, afferma che il comma 18 della manovra correttiva crea dei presupposti "perché Fininvest presenti un'istanza per un rinvio di sei mesi del processo con Cir".

In Commissione Bilancio al Senato si discute sulla Finanziaria e improvvisamente si comincia a parlare del caso Fininvest e Cir, cioè la battaglia legale che indaga sulla correttezza dell'acquisto della prima casa editrice italiana, o se tale proprietà è stata presa a seguito di una presunta sentenza comprata (da parte di Fininvest). Finora la Fininvest, dopo la sentenza di primo grado, deve risarcire Cir.
E' Donatella Ferranti, responsabile del PD in Commissione Giustizia a dire che "con il comma 18 dell'emendamento presentato dal ministro Angelino Alfano alla manovra economica si creano i presupposti perché Fininvest presenti un'istanza per un rinvio di sei mesi del processo con Cir".
La Fininvest risponde con una nota che esprime sdegno di fronte ad una tale insinuazione, sottolineando come chi conosce i fatti sa bene che un rallentamento del processo è "risibile il solo pensarlo, basta conoscere i fatti per sapere che è vero esattamente il contrario. La Fininvest infatti" - continua la nota - "è pienamente convinta che le proprie buone ragioni verranno riconosciute, e ha rilasciato a favore di Cir una fideiussione pari a 806 milioni di euro: pertanto ha interesse, onde evitare anche ulteriori costi ed appesantimenti finanziari, che la trattazione nel merito rispetti un iter il più spedito possibile. Per tali motivi la Fininvest seguirà con assoluta coerenza questa impostazione".
Tale misura, che è stato poi riformulato dalla maggioranza, è stato subito ribattezzato come "anti-Mesiano", il giudice che ha firmato la sentenza di risarcimento e che è stato ridicolizzato per i suoi calzini celesti.

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