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Liberalizzazioni "urgenti", Catricalà: decreto legge entro 20 gennaio

Antonio Catricalà conferma quanto già anticipato da Corrado Passera, e cioè che sul tema delle liberalizzazioni "ognuno dovrà fare la sua parte" e che si toccheranno "tutti i settori", anche quello dell'acqua, cercando di "aggirare" il referendum di giugno. Il 20 gennaio il primo dei decreti.

L'Italia a breve non sarà più quella di una volta, perché il governo Monti continua a smontare, pezzo per pezzo, tutte quelle (poche) certezze a cui gli italiani ancora si aggrappavano, naturalmente in nome non solo dell' "equità" ma anche dell'Europa. E così, dopo aver riformato drasticamente le pensioni e mentre Elsa Fornero incontra le parti sociali per andare a cambiare anche il mercato del lavoro, ecco che Antonio Catricalà, ex presidente dell'Antitrust e attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, annuncia che entro il 20 gennaio sarà pronto il primo decreto sulle liberalizzazioni. Il primo probabilmente di una lunga serie, visto che Corrado Passera anticipava la Corriere della Sera (http://is.gd/r1BneU) che sul tema ci sarà "un decreto al mese e anche più di uno". Passera specificava che il governo Monti procederà "in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni" e che "tutti dovranno fare la loro parte". Finora però a farne le spese sembrano essere stati particolarmente i ceti medio-bassi, e il grande timore è che tali "liberalizzazioni" andranno come sempre a pensalizzare i "piccoli" anziché i "grandi". Finora, per esempio, sulle professioni l'unico provvedimento adottato sembra essere quello, infatti, di "liberarsi" dei giornalisti pubblicisti (http://is.gd/tmKTZv). Catricalà ci tiene a sottolineare poi che verrà utilizzato lo strumento del decreto perché "una legge avrebbe un periodo troppo lungo di gestazione" pur precisando che il governo vuole comunque "dare il modo di esprimersi ai partiti". Non troppo però, visto il carattere "d'urgenza" dei provvedimenti, potrebbe pensare maliziosamente qualcuno. Come già spiegato da Passera, Catricalà conferma che l'intervento riguarderá "tutti i settori: energia, assicurazioni, trasporti, farmacie, notai" mentre sull'acqua sorge un problema visto che "il referendum ha sconfitto le liberalizzazioni e ci impedisce un intervento diretto - aggiungendo - ma pensiamo comunque a delle modifiche che non vadano contro il risultato referendario". Se tali interventi saranno o meno incisivi per la crescita del Paese (ma qualcuno già ne dubita fortemente) si capirà quindi a breve, anche se qualche osservatore non capisce perché, ancora una volta, il progresso del Paese non passa attraverso l'educazione, come già sollecitato a fine novembre il neo Governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco (http://is.gd/crBQdn) nel corso del suo intervento "Investire in conoscenza: giovani e cittadini, formazione e lavoro" tenutosi a Catania, dove aveva ricordato come già nel 2003 l'80 per cento degli italiani di età compresa tra i 16 e i 65 anni era di fatto un "analfabeta funzionale". Anche il cardinal Angelo Bagnasco, a fine agosto, sottolineava come "non si tratta in primo luogo di fare diversamente, ma di pensare diversamente" aggiungendo che "tutta la società deve diventare una società educante" (http://is.gd/7Bi3Np) e precisando quindi che "chi ha responsabilità pubbliche oggi e domani, ha questo primario dovere e onore: mettere in movimento delle decisioni puntuali perché la 'cultura della vita facile' ed egoista ceda il passo alla 'cultura della serietà".

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