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Liberalizzazioni, è 12esima fiducia: Fini governo Monti insensibile

Il governo Monti pone la 12esima questione di fiducia, questa volta sul decreto liberalizzazioni. Gianfranco Fini esprime il suo rammarico, anche perché condivide quanto ricordato da Lega Nord e Italia dei Valori, e cioè che sul decreto non ci sarebbe sufficiente copertura finanziaria.

Il governo Monti, forse perché i suoi ministri non sono stati eletti da nessuno, non sembra avere ben chiaro che nella democrazia della repubblica italiana è il Parlamento che legifera, e la questione di fiducia dovrebbe essere posta "responsabilmente" dal governo, visto che i regolamenti interni delle Camere ne permettono praticamente sempre l'uso tranne che in casi particolari (http://is.gd/UH2KBx). In Italia, in effetti, negli ultimi anni si è spesso "abusato" di tale strumento, e l'esecutivo guidato da Mario Monti sembra essere sulla stessa strada. Come annuncia ieri alla Camera dei deputati il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, il governo ha infatti deciso di porre la questione di fiducia sul "testo identico a quello approvato al Senato" del decreto liberalizzazioni. Si tratta, quindi, della 12esima questione di fiducia posta dal governo Monti, che si è insediato solo pochi mesi fa. A scatenare le polemiche in Aula, però, non solo l'eccessivo uso della fiducia che svilisce di fatto il ruolo del Parlamento, ma anche una serie di interrogativi a cui l'esecutivo non ha risposto, come fa persino notare il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Come la Lega Nord, contraria alla questione della fiducia, anche l'Italia dei Valori, che con il suo capogruppo Massimo Donadi ricorda al governo Monti che "la Ragioneria generale dello Stato ha di fatto dato parere negativo su ben 5 articoli del decreto in quanto non garantite le coperture finanziarie" e che l'esame "nel merito di queste obiezioni della Ragioneria non c'è stato". Obiezioni accolte anche da Gianfranco Fini, che dopo aver ascoltato le rimostranze del Carroccio e dell'IdV sottolinea: "Mi sia consentito esprimere il mio rammarico per l'insensibilità del governo che non ha ritenuto opportuno fornire all'Assemblea ulteriori elementi di valutazione", facendo presente inoltre che sulla questione delle coperture al Dl sollevata dalla Lega e dall'Idv "oggettivamente si tratta di questioni che hanno fondatezza".
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda si è quindi limitato a rispondere: "Prendo atto delle parole che lei ha voluto pronunciare", mentre ai cronisti che lo interrogavano sulla questione delle coperture finanziarie ha solo aggiunto che questa "è materia su cui è tenuto a rispondere il ministro dell'Economia", che è Mario Monti.
Sembra quindi che Giorgio Napolitano abbia sentito il presidente della Camera in merito all'incidente accorso in Aula, e pare che il Capo dello Stato si riserverà "di compiere gli opportuni passi per un chiarimento", nella speranza forse di qualcuno che il tutto non si risolva in inviti al "senso di responsabilità" o al far "prevalere l'interesse generale".
Mercoledì pomeriggio, quindi, ci sarà dalle ore 14.15 (con le dichiarazioni di voto) il voto sulla fiducia e giovedì sera, dalle 18.00 il via libera finale al decreto sulle liberalizzazioni.

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