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Tagli alla Polizia, SAP a Mattarella: ripristini le regole democratiche

Gianni Tonelli, segretario del SAP, prosegue ormai da 20 giorni lo sciopero della fame per protestare contro le procedure disciplinari inflitte contro quegli agenti che hanno denunciato i tagli alle Forze di Polizia. Tonelli scrive quindi a Sergio Mattarella per chiedere al Capo dello Stato "il ripristino delle regole democratiche"

"Il Dipartimento di Polizia sta reprimendo il dissenso dei nostri agenti per fini politici" denuncia il segretario del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) Gianni Tonelli, che prosegue ormai da 20 giorni lo sciopero della fame "per protestare contro le procedure disciplinari decise dal Ministero dell'Interno nei confronti di quegli agenti che hanno pubblicamente denunciato i problemi e le gravi difficoltà in cui sono costretti a lavorare le nostre Forze dell'Ordine" come riassume Giorgia Meloni che, insieme a Maurizio Gasparri, Francesco Storace, Elio Vito e Renato Brunetta hanno fatto visita al sindacalista. "Sono felice di queste dimostrazioni di solidarietà e del sostegno che ho ricevuto da parte delle opposizioni. Mi chiedo però quando la mia lotta busserà alle coscienze dei rappresentanti della maggioranza e del governo" osserva però Gianni Tonelli. E se soprattutto ad aprire la porta sarà il Quirinale. Il segretario del SAP ha infatti scritto una lettera aperta a Sergio Mattarella al quale rigira l'appello dei 19.000 aderenti al sindacato con il quale chiedono l'intervento del Capo dello Stato "per il ripristino delle regole democratiche che presiedono alle libertà fondamentali previste dal nostro ordinamento".

"Tra queste libertà figura - ricorda Tonelli - anche quella di esternare alla cittadinanza la preoccupazione del sindacato per tutta una serie di 'tagli' alle Forze di Polizia che hanno debilitato l'intero apparato della Sicurezza Pubblica la cui operatività è oggi fortemente compromessa". "Questo diritto-dovere alla pubblica denuncia è stato recentemente negato da una inaudita repressione che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha posto in essere nei confronti del Sindacato Autonomo di Polizia ignorando le sue istanze con sistematica premeditazione. - denuncia quindi il sindacalista - Questo diritto-dovere è stato calpestato dal Capo della Polizia quando, negando dapprima la verità, ha colpito il dirigente SAP del Commissariato Vescovio con un provvedimento di sospensione dal servizio e una denuncia alla magistratura costruite su falsità evidenti e dimostrabili solo perché si è 'osato denunciare l'inadeguatezza dell'armamento ed equipaggiamento in dotazione' ". "La premeditazione dell'azione repressiva - accusa quindi Tonelli - diviene evidente quando il Capo della Polizia colpisce chi le scrive reo di avere indossato in una trasmissione televisiva una 'polo' che solo un incompetente poteva identificare quale parte dell'uniforme in dotazione alla Polizia".

"Tale violenta repressione delle esercitate libertà costituzionali, nonché le 'falsità' contenute negli atti disciplinari che certamente sono il presupposto di quelli giudiziari, non potevano che produrre una formale denuncia nei confronti del Capo della Polizia e del Questore di Roma ed hanno obbligato il ricorso alla legittima forma di pressione dello 'sciopero della fame' " spiega il segretario del SAP al Presidente della Repubblica, aggiungendo: "Uno sciopero della fame quale necessario e doveroso percorso di mobilitazione per sensibilizzare i cittadini sui gravi danni che una politica non tesa al perseguimento dell'interesse pubblico, come quella attuata dal governo in tema di sicurezza, sta producendo nelle istituzioni che la devono assicurare".

Rivolgendosi a Mattarella, Gianni Tonelli ribadisce: "Le donne e gli uomini che tutti i giorni si prodigano per la sicurezza del nostro paese si trovano oggi, più di ieri, in serie difficoltà nello volgere giornalmente la loro professione. Questa è la verità. Una verità che prima si è tentato di nascondere e che poi, quando è stata portata alla luce, è stata negata con argomentazioni artificiose ove non false". Il sindacalista chiarisce quindi che "la mobilitazione mediante lo 'sciopero della fame' è una battaglia per la libertà del pensiero e dei diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini ed alle organizzazioni sindacali" nonché "una mobilitazione che va ben oltre il SAP e sulla quale si addensa la solidarietà espressa da altre organizzazioni sindacali della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco".

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