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Italicum: l'Aventino delle opposizioni dopo sostituzione minoranza PD

Il PD di Matteo Renzi, sapendo che i parlamentari, anche in Commissione, sono senza vincolo di mandato, ha deciso di sostituire 10 deputati della sua minoranza in Commissione Affari Costituzionali della Camera, dove si discute la legge elettorale. Dopo la sostituzione di massa, le opposizioni annunciano quindi l'Aventino e chiariscono che così sarà solo il PD a votarsi l'Italicum.

Ben sapendo che i parlamentari, anche in Commissione, sono senza vincolo di mandato, il PD di Matteo Renzi ha deciso di sostituire 10 dei loro deputati in Commissione Affari Costituzionali della Camera, quelli che rappresentano la minoranza del partito, per non avere ostacoli all'approvazione della legge elettorale. "E' un episodio che credo abbia pochi precedenti nella cronaca parlamentare. E' successo in passato che un singolo parlamentare sia stato sostituito in commissione, ma qua siamo di fronte a una sostituzione di massa. E' un precedente che forse dovrebbe fare riflettere" afferma Gianni Cuperlo durante "La Telefonata di Belpietro". Il PD, però, ora rischia di approvarsi da solo l'Italicum, perché le opposizioni minacciano l'Aventino. Già ieri il MoVimento 5 Stelle aveva deciso di abbandonare i lavori in Commissione, ed oggi la scelta dei pentastellati viene seguita anche da Sinistra ecologia e libertà, da Forza Italia e dalla Lega Nord. Il forzista Renato Brunetta spiega: "Noi al pari di tutte le altre opposizioni non accetteremo questo comportamento antidemocratico del partito di Renzi e lasceremo a Renzi e a quel che rimane del suo partito tutta la responsabilità di questo strappo". Brunetta sottolinea che il PD, sostituendo i 10 deputati della minoranza, "vuole eliminare qualsiasi dibattito in qualsiasi senso". Dura anche la posizione di Sel, con il capogruppo a Montecitorio Arturo Scotto che afferma: "Renzi tratta la commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati come una sezione del PD. La sostituzione di dieci deputati è un fatto senza precedenti nella storia della Repubblica. Noi non siamo abituati a partecipare alle farse per cui i deputati di Sel lasceranno i lavori di commissione. Ci vediamo direttamente in Aula". Anche Cristian Invernizzi, capogruppo leghista in Commissione, precisa: "Non abbiamo alcuna intenzione di mischiarci ai burattini di Renzi e di fare il loro gioco. Per questo non parteciperemo alla commissione Affari costituzionali. Questo è un ulteriore esempio di come Renzi utilizzi il Parlamento a suo uso e consumo". Il vice segretario del PD Lorenzo Guerini si dice "sorpreso" dell'Aventino delle opposizioni, affermando che ci sarebbe "solo la volontà di fare un po' di cagnara". Pronta la replica di Nicola Fratoianni, coordinatore nazionale e deputato di Sel, che chiarisce: "Guerini abbia più rispetto quando parla delle libere e consapevoli scelte fatte dalle opposizioni in Parlamento. Prima di parlare di cagnara, conti fino a tre… Guerini pensi al suo partito e all'uso disinvolto che fa dei regolamenti e della democrazia parlamentare. La scelta sfacciata di sostituire 10 membri della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio sottrae ogni spazio reale di dibattito e di confronto". Il dibattito sulla legge elettorale si sposterà quindi in Aula, sempre che Matteo Renzi non decida, come preannunciato, di chiedere sull'Italicum un voto di fiducia. A quel punto, e dopo tali presupposti, la legislatura potrebbe essere a rischio.

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