le notizie che fanno testo, dal 2010

Italicum: Re Giorgio dice che va cambiato e per Renzi non è più la migliore legge elettorale del mondo

In vista del referendum costituzionale, dove i No alla riforma sembrano prevalere secondo gli ultimi sondaggi, Giorgio Napolitano invita a modificare la legge elettorale. Se fino a poche settimane fa l'Italicum era "la migliore legge elettorale del mondo", dopo il monito di Napolitano sia Matteo Renzi che Maria Elena Boschi si dicono invece disponibili a modificarla.

Secondo l'ultimo sondaggio, pubblicato da La Stampa il 4 settembre, il 51% degli italiani voterebbe No al referendum bocciando la riforma costituzionale e conseguentemente il governo Renzi. E così Re Giorgio Napolitano corre ai ripari e, per cercare di mettere a tacere anche le anime interne del Partito Democratico, sostiene che "serve un accordo per cambiare l'Italicum" anche perché dopo la Brexit "molti, e non solo nell'Unione europea, aspettano di vedere, nonostante i due casi siano clamorosamente diversi, se ci sarà il bis di un rovesciamento di governo in Europa".

Il timore di Napolitano sull'Italicum è poi che premi di fatto il MoVimento 5 Stelle visto che "rispetto a due anni fa lo scenario politico risulta mutato in Italia come in Europa". Eppure in fase di passaggio parlamentare le forze di governo non si sono mai preoccupate del fatto che questa legge elettorale non crea una vera rappresentanza, tanto che l'Italicum è stato approvato con l'ennesimo voto di fiducia e in un'Aula mezza vuota. Dopo il voto Matteo Renzi aveva cinguettato entusiasta "impegno mantenuto, promessa rispettata. L'Italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti, con umiltà e coraggio. È la volta buona". Gli facevo eco Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme, che su Twitter scriveva: "Ci hanno detto "non ce la farete mai". Si erano sbagliati, ce l'abbiamo fatta! Coraggio Italia, è la volta buona".

Ed infatti fino a sole poche settimane fa, quando la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha calendarizzato per settembre la discussione in Aula sull'Italicum dopo una mozione presentata da Sinistra Italiana, Maria Elena Boschi aveva assicurato che non sarebbe stata apportata nessuna modifica alla legge elettorale. A seguito del monito di Napolitano, e dell'avvicinarsi della data (4 ottobre) in cui la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità dell'Italicum, sia Renzi che la Boschi cambiano però repentinamente idea e si dicono disponibili ad apportare modifiche alla legge elettorale. Il premier ora si dice "pronto a discutere" e anche la Boschi si dice "disponibile" a cambiare l'Italicum.

Sia Renzi che la Boschi quindi non pensano più che "l'Italicum è la migliore legge del mondo" tanto che sarebbe stata copiata da molti nell'arco di "sei mesi". Ed infatti Nicola Fratoianni di Sel sulle pagine dell'Huffington Post osserva: "Non sono solo le ormai continue giravolte a colpire. Dalla legge elettorale alla riforma costituzionale quello che prima era un confine invalicabile, la ragione stessa di una impresa politica oggi diventa l'oggetto di un possibile se non necessario cambiamento o l'appuntamento elettorale dal quale non dipende poi chissà che. Quello che colpisce di più in questa discussione sulla legge elettorale, improvvisamente orfana di padri e madri più o meno nobili o emeriti, è l'impressionante svalutazione delle istituzioni e del sistema delle regole. - aggiungendo - Una legge approvata a colpi di fiducia solo pochi mesi fa e presentata allora come la migliore tra le leggi possibili diventa oggi l'oggetto principale della discussione su come cambiarla".

"Temo che la ragione di questa, ennesima, giravolta abbia poco a che fare con gli argomenti di chi, come noi, ha fin dall'inizio combattuto l'Italicum denunciandone vizi di costituzionalità in particolare attorno ai nodi proposti dal premio di maggioranza e dal ballottaggio" prosegue Fratoianni, sottolineando: "La verità, credo, è più meschina. I rovesci amministrativi e la crescita delle ragioni del No alla pessima riforma Renzi-Boschi hanno modificato la situazione. La paura di perdere, considerata come una ipotesi impossibile all'indomani delle europee è diventata concreta. Paura di perdere le elezioni e il referendum. E allora tutti pronti a discutere di legge elettorale. Magari sperando di prendere due piccioni con una fava. Costruire una legge elettorale che dia più garanzie e indebolire gli argomenti di chi si oppone alla riforma riducendo l'impatto di una legge elettorale che ne acuisce gli effetti autoritari".

"Posso sbagliare naturalmente, e in ogni caso una prima verifica sarà presto disponibile. Nei prossimi giorni sarà calendarizzata una nostra mozione che impegna a cambiare l'Italicum rimuovendo tutti i profili di incostituzionalità su cui la Corte si esprimerà il prossimo 4 ottobre. Dunque, già in questa occasione vedremo chi in parlamento si esprimerà in modo coerente con le dichiarazione di questi giorni" ricorda l'esponente di Sinistra ecologia e libertà, evidenziando infine che "esiste una via maestra, chiara e trasparente per liberarci anche da questa brutta legge elettorale. E che questa via passa per la vittoria del No al referendum costituzionale che, prima o poi il governo dovrà convocare".

© riproduzione riservata | online: | update: 12/09/2016

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Italicum: Re Giorgio dice che va cambiato e per Renzi non è più la migliore legge elettorale del mondo
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI