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Elezioni Portogallo: colpo di Stato all'Italicum?

Non in Italia ma nel resto dell'Europa si è accesso un ampio dibattito in merito all'esito delle elezioni in Portogallo, dove ha vinto una coalizione euroscettima ma il presidente della Repubblica ha nominato premier il conservatore Pedro Passos Coehlo per "evitare di inviare segnali negativi alle istituzioni finanziarie, agli investitori ed ai mercati" nonostante non ha la maggioranza assoluta in Parlamento. Uno scenario simile potrebbe presentarsi anche in Italia con la nuova legge elettorale, l'Italicum.

Non in Italia ma nel resto dell'Europa si è accesso un ampio dibattito in merito all'esito delle elezioni in Portogallo. A montare lo scandalo The Telegraph che in un articolo firmato da Ambrose Evans-Pritchard spiega che "per la prima volta dalla creazione dell'Unione monetaria europea, uno Stato membro ha compiuto il passo esplicito di vietare a partiti euroscettici di assumere l'incarico per motivi di interesse nazionale". Anibal Cavaco Silva, presidente del Portogallo, si è infatti rifiutato di nominare un governo di coalizione di sinistra, anche se questo ha conquistato la maggioranza assoluta nel Parlamento portoghese. Nel suo programma elettorale, la promessa di non sottostare più all'austerità imposta dalla Troika. In un discorso, Cavaco Silva ha spiegato che "in 40 anni di democrazia nessun governo del Portogallo ha dovuto dipendere dal supporto di una forza anti-europeista che intende abrogare il Trattato di Lisbona, il Fiscal Compact, il patto di stabilità ma anche l'unione monetaria, promettendo l'uscita dall'euro e dalla NATO".

Il Presidente della Repubblica portoghese ha quindi aggiunto: "Questo è il momento peggiore per un cambiamento radicale ai fondamenti della nostra democrazia. Dopo aver attuato un programma oneroso di assistenza finanziaria, che comporta pesanti sacrifici, è mio dovere, all'interno dei miei poteri costituzionali, fare tutto il possibile per evitare di inviare segnali negativi alle istituzioni finanziarie, agli investitori ed ai mercati". Anibal Cavaco Silva sottolinea quindi che la grande maggioranza del popolo portoghese non ha votato per i partiti che vogliono un ritorno all'escudo e nomina quindi premier il conservatore Pedro Passos Coehlo. Il suo partito, il Forward Portugal Alliance (PAF), ha infatti ottenuto il maggior numero di voti e la maggioranza dei seggi in parlamento, ma non la maggioranza assoluta che è del blocco anti-austerità formata dai partiti di sinistra in coalizione. L'alleanza di sinistra è guidata dal leader del Partito socialista Antonio Costa che ha ottenuto il 51% dei voti contro il 38% della coalizione a guida Passos Coelho. Il Portogallo ha un sistema elettorale proporzionale che per l'attribuzione dei seggi segue il metodo D'Hondt e così il partito di Passos Coelho ha ottenuto il maggior numero di seggi.

Ciò però non si può tradurre facendo credere che "la grande maggioranza del popolo portoghese non ha votato per i partiti che vogliono un ritorno all'escudo" solo perché un partito ha ottenuto più voti rispetto agli altri, visto che l'unione degli altri rappresenta la maggioranza del Paese. Eppure, uno scenario simile (che qualcuno ha già addidato come un colpo di Stato in nome dei marcati finanziari) potrebbe presentarsi anche in Italia. La nuova legge elettorale, l'Italicum, è un sistema elettorale proporzionale che prevede un premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione. Se alle elezioni un partito, anche presentatosi in coalizione, supera infatti il 40 per cento dei voti ottiene un premio di maggioranza raggiungendo in tutto 340 seggi, cioè il 55% del totale. Nel caso ciò non avvenisse, i due partiti che hanno ottenuto più voti andranno al ballottaggio e il vincitore conquisterebbe il premio di maggioranza. E' facile immaginare che con il nuovo sistema elettorale si andrà praticamente sempre al ballottaggio, ma il rischio è che un partito così otterrà la maggioranza assoluta in Parlamento anche se votato, per esempio, dal 20% o dal 25% degli aventi diritto. Ed infatti, contro l'Italicum sono stati già presentati diversi ricorsi alle Corti d'Appello e due quesiti per l'effettuazione di altrettanti referendum abrogativi alla Corte Costituzionale.

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