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Legge stabilità "non mortifichi diritti forze dell'ordine". Confesercenti con Pansa

La Confesercenti, attraverso Sos Impresa, fa proprio l'appello lanciato dal Capo della Polizia Alessandro Pansa e dal Coisp (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia). Pansa chiariva che con "troppi tagli, diminuisce il servizio di sicurezza reso ai cittadini", e così Confesercenti chiede al Parlamento "di modificare quelle norme che mortificano in modo ingiusto aspettative e diritti delle forze dell'ordine". Ma oggi la legge di stabilità verrà votata con la fiducia.

La Confesercenti chiede al Parlamento di non ignorare "l'appello del capo della polizia Pansa" e di conseguenza che la legge di stabilità "non mortifichi aspettative e diritti delle forze dell'ordine". Il Capo della Polizia, al vertice del Dipartimento sicurezza del ministero dell'Interno, Alessandro Pansa, aveva infatti il 25 novembre lanciato l'allarme dalle pagine di La Repubblica, dove chiariva: "Troppi tagli, diminuisce il servizio di sicurezza reso ai cittadini. - e ancora - Oggi non siamo in grado di accrescere la sicurezza da nessuna parte del territorio". Il giorno dopo, in una nota il Coisp (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle forze di polizia) precisava: "E' inutile che i nostri illustri governanti fingano di non capire, l'allarme che il Capo della Polizia lancia ormai da giorni in merito alla sicurezza degli italiani è di una gravità mai udita fino ad oggi, e dovrebbe togliere il sonno a tutti quegli ipocriti che si vantano di lavorare per il bene del Paese, ma in realtà giocano drammaticamente con la vita e la libertà dei cittadini, oltre che con la vita e la salute di migliaia di Appartenenti alle Forze dell'Ordine".

Il Coisp evidenzia quindi come "ancor più delle agghiaccianti parole del Prefetto Pansa, infatti, a mettere i brividi è il silenzio sconcertante che registriamo dalla moltitudine di politicanti parolai sempre pronti a schierarsi a favore di microfoni per le solite inutili e vuote ciance, ma non oggi che ci sarebbe da battersi come leoni, con le unghie e con i denti, in 'difesa dei difensori' e, di conseguenza, dei cittadini". Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, riprende quindi le parole di Pansa quando afferma che ad oggi il "servizio di sicurezza è inferiore", sottolineando: "Come si potrebbe essere più chiari di così? Eppure intorno è silenzio. E il Ministro Angelino Alfano dov'è? E tutti gli altri? E' necessario intervenire con la massima urgenza e con la massima decisione, e correggere gli errori madornali che stanno mettendo in ginocchio il Comparto". Maccari conclude: "Servono più uomini, servono più mezzi, serve preservare la specificità che rappresenta il senso stesso del nostro lavoro. Punto e basta. Noi ci arrovelliamo e ci sgoliamo da sempre nel disperato tentativo di denunciare la follia di certi tagli indiscriminati alle nostre risorse, e l'ingiustizia di subire sulla nostra pelle gli effetti devastanti di una mannaia che si abbatte sul Comparto senza avere la minima cura di salvaguardare le nostre vite di Poliziotti, la nostra efficienza operativa e, inevitabilmente, la Sicurezza degli italiani".

Appello, quello di Pansa e del Coisp, fatto proprio anche da Sos Impresa, che ammette come sia "sotto gli occhi di tutti il fatto che la crisi economica ha reso più impegnativa e più rischiosa la lotta contro il crimine e che malgrado il clima economico e sociale sempre più pesante le forze dell'ordine riescono a conseguire importanti risultati nell'azione di contrasto nei confronti delle mafie. - aggiungendo - Tagli di organici e penalizzazioni economiche sarebbero in questa fase delicata della vita del Paese solo un incomprensibile autogol delle Istituzioni e delle forze politiche che imprese e famiglie non capirebbero ma anzi condannerebbe come un inaccettabile cedimento alle logiche criminali". Sos Impresa chiede quindi al Parlamento "di modificare quelle norme che mortificano in modo ingiusto aspettative e diritti delle forze dell'ordine". Solo che oggi, la legge di stabilità verrà votata al Senato attraverso la fiducia, e un maxiemendamento.

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