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Legge stabilità 2016, affitti in nero: emendamento Mirabelli non tocca i contratti verbali

Presentato un emendamento alla legge di stabilità 2016 che ha l'obiettivo di contrastare il problema degli affitti in nero. La norma prevede la nullità di ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato. L'Unione Inquilini però denuncia che l'emendamento "non affronta la questione dei contratti verbali ovvero del 90% dei contratti illegali".

Nella giornata di ieri è stato presentato un emendamento alla legge di stabilità 2016 che ha l'obiettivo di contrastare il problema degli affitti in nero. La norma, presentata da Franco Mirabelli (PD), prevede la nullità di ogni pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato, ma non è retroattiva. "Consideriamo l'approvazione di tale emendamento un pannicello caldo che rischia di non avere alcun effetto reale sul mercato degli affitti in nero che vede 950.000 appartamenti sottratti al mercato legale, introiti per 5 miliardi di euro per i proprietari evasori e un mancato introito le casse dello Stato dall'Irpef di almeno 1,5 miliardi di euro" chiarisce in una nota l'Unione Inquilini, spiegando che "l'emendamento di fatto riproduce quanto già previsto dalla legge 431/98 ed avrà un effetto pari a zero in quanto non affronta la questione dei contratti verbali ovvero del 90% dei contratti illegali".
Massimo Pasquini, segretario dell'Unione Inquilini, quindi ironizza sulla inutilità di tale emendamento alla legge di stabilità osservando: "E' notorio che chi affitta a nero fa contratti scritti e registrati, cosi come è notorio che coloro che percepiscono una somma superiore a quella prevista dal contratto se scritto e registrato rilascino la ricevuta con l'importo realmente versato. Vero?".

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