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Legge stabilità 2013: per statali perdita salario di oltre 6mila euro

Nella legge di stabilità 2013 viene confermato il blocco dei contratti per gli statali fino al 2014 mentre il 2013-2014 non sarà erogata l'indennità di vacanza contrattuale. Un provvedimento che si tradurrà, spiega la FP CGIL, "in una perdita di salario complessiva di oltre 6mila euro".

Nella legge di stabilità 2013 uscita dal Consiglio dei Ministri viene confermato il blocco dei contratti per gli statali fino al 2014 mentre il 2013-2014 non sarà erogata l'indennità di vacanza contrattuale, che verrà ripristinata nel 2015 e calcolata sulla base dell'inflazione programmata. La FP CGIL (Funzione pubblica) ha quindi calcolato l'impatto delle misure attuate dal governo sul pubblico impiego, rendendo noto che "il blocco dei contratti fino al 2014 e dell'indennità di vacanza contrattuale per i lavoratori statali comporterà tra il 2010 e il 2014 una perdita di salario complessiva di oltre 6mila euro". Il sindacato spiega che in busta paga a regime i dipendenti pubblici si troveranno infatti una decurtazione in media di 240 euro, specificando che "per i dipendenti dei ministeri la perdita media in busta paga a regime sarà di 210 euro, per i lavoratori delle agenzie fiscali di 270 euro, per quelli degli enti pubblici non economici (Inps e Inail) di 290 euro, per i dipendenti delle regioni e delle autonomie locali di 215 euro e per quelli del servizio sanitario nazionale di 230 euro". La FP CGIL sottolinea quindi che "la perdita del potere di acquisto si riflette inevitabilmente sui consumi con un impatto, stimato, dal 2010 al 2014 mediamente in 6.500 euro a lavoratore". Il responsabile dell'ufficio studi della FP CGIL, Vincenzo Di Biasi, mel commentare questi dati è chiaro: "Tutte queste manovre sono una vera e propria aggressione nei confronti del lavoro pubblico. C'è l'idea di colpire il lavoro pubblico e i servizi pubblici erogati. Riducendo sempre più i servizi pubblici si dà tutto in mano a privati".

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