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Legge stabilità 2013: costerà ad ogni famiglia 100 euro in più

La legge di stabilità 2013 peserà maggiomente sulle persone in gravi difficoltà economiche e sulla classe media, perché tra aumento dell'IVA e tagli dell'Irpef lo "sbilancio" sarà a carico delle famiglie, non certo del fisco.

La legge di stabilità 2013, come uscita dal Consiglio dei Ministri, costerà alle famiglie italiane 2,5 miliardi di euro, rivela la CGIA di Mestre, ed in particolare l'effetto combinato "meno Irpef più Iva" penalizzerà le persone in gravi difficoltà economiche come i pensionati al minimo, i titolari di assegno sociale e i cassaintegrati. "Una stangata – sottolinea il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – che rischia di mettere in ginocchio le famiglie italiane già stressate da una crisi che dura ormai da 4 anni" tanto da auspicare che in sede di conversione del disegno di legge certe "sviste" saranno eliminate. La CGIA di Mestre spiega per esempio che nel 2014, quando l'IVA al 22% e all'11% potrà essere calcolato per tutti i 12 mesi dell'anno (visto che il punto di percentuale in più entrerà in vigore dal luglio 2013), l'aumento dell'Imposta sul valore aggiunto sarà pari a 6,5 miliardi di euro mentre il taglio delle agevolazioni fiscali equivarrà solo ad 1 miliardo di euro. Quindi, evidenzia la CGIA di Mestre, nel "dare/avere" con il fisco, lo "sbilancio" sarà di 2,5 miliardi di euro, pari ad un incremento medio annuo per famiglia di circa 100 euro. Bertolussi sottolinea infine quello che neanche i tecnici sembrano essere riusciti a capire, e cioè che se si tiene "conto che dall'inizio della crisi i senza lavoro sono aumentati di oltre 1 milione e 200mila persone, i consumi reali delle famiglie sono scesi del 4,5%, i prezzi e le tariffe sono in costante crescita, con questa ulteriore stangata difficilmente il Paese reale riuscirà a trovare le risorse per rilanciare la domanda interna e quindi l'economia del Paese". Una situazione, conclude il segretario della CGIA di Mestre, che "rischia di avvitarsi e farci sprofondare in una depressione senza precedenti". A risentire maggiormente di questa legge di stabilità 2013, che assomiglia sempre di più ad una manovra correttiva, sono "innanzitutto gli 8 milioni circa di incapienti che rientrando nella area di esenzione fiscale e che quindi non godranno dei vantaggi economici legati della riduzione dell'Irpef" ma pagheranno, letteralmente, l'aumento dell'IVA, e in secondo luogo "i nuclei familiari con redditi superiori ai 50.000-60.000 euro", la cosiddetta classe media, quella che finora ha tenuto in piedi l'Italia.

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